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Calcio e fisco, oltre un miliardo di euro dalle società

del 05/04/2013
di: Beatrice Migliorini
Calcio e fisco, oltre un miliardo di euro dalle società
Il calcio professionistico ha versato al fisco 1,069 miliardi di euro nel periodo di imposta tra il 2008 e il 2010. Solo Irap, Ires e Iva hanno portato più di 250 milioni di euro. Aggiungendo a questi le ritenute su lavoro dipendente, sul lavoro autonomo e la contribuzione fiscale attraverso il gettito delle scommesse, l'apporto complessivo è stato nell'ordine del miliardo di euro. I dati, resi noti ieri, emergono dall'analisi realizzata dal Centro studi speciali della Federazione italiana gioco calcio, in collaborazione con l'Agenzia di ricerche e legislazione (Arel) e la PricewaterhouseCoopers, azienda nel settore della revisione contabile e della consulenza fiscale. Se da un lato il gettito derivante da scommesse è andato lentamente diminuendo, passando da 171 milioni di euro, a i 166 del 2010, è aumentato invece il contributo fiscale e previdenziale aggregato. Per quest'ultimo infatti, è stato registrato un aumento dell'apporto, essendo passato da 864 milioni di euro nel 2008 a 1,069 miliardi nel 2010.

Nel dettaglio del carico fiscale invece, è emerso che per ciò che concerne il riparto dell'Iva, dei 206,3 milioni di euro versati, il 79% è stato versato dalle società di seria A, il 16% dalle società appartenenti alla serie B, mentre il restante 5% è stato versato dalla Lega pro. Percentuali più rilevanti per quanto riguarda invece il riparto dell'Ires. Il 90,7% dei 11,3 milioni di euro previsti, è stato versato dalle partecipanti alla serie A, mentre l'8% da quelle di serie B e, solo poco più dell'0,7% è stato versato dalla Lega pro. Anche in materia di Irap le percentuali si assestano sulla linea delle precedenti. Infatti, dei 39,7 milioni di euro previsti, il versamento dell'82% è spettato alla serie A, mentre solo il 13% alle società di serie B. Percentuali interessanti anche in materia di spese e ricavi.

I bilanci del mondo del calcio.

Nel 2012 il calcio ha prodotto un giro d'affari di 2,7 miliardi di euro. Il 7% in più rispetto all'anno scorso. La seria A contribuisce a questo risultato con l'81% dei ricavi. Della quota percentuale prodotta dalla serie A, il 37% deriva solo da diritti televisivi.

I risultati dello studio effettuato, evidenziano però, come il costo della produzione del calcio professionistico sia andato ad aumentare nella misura del 4,4% rispetto al 2011, ammontando complessivamente a 3 miliardi di euro.

Nonostante l'aumento dei costi però, la perdita prodotta dal settore sportivo calcistico per l'anno 2012, è calata del 10% rispetto alla stagione precedente, arrivando ad essere di 388 milioni di euro. Infine, per ciò che concerne i debiti per la stagione 2011/2012, la seria A risulta essere in passivo di 2,9 miliardi di euro, che complessivamente, rappresentano l'83% del totale delle passività del mondo calcistico. L'analisi svolta dalla Figc, dall'Arel e dalla Pwc, si è anche soffermata sull'aspetto riguardante le governance calcistiche italiane. Il 53% delle società esistenti nel panorama attuale, sono gestite da persone giuridiche italiane. Il 43% preferisce invece la gestione da parte di una persona fisica. Il restante 4% è nelle mani di persone giuridiche estere.

Nel 75% delle società esistenti, un singolo socio detiene almeno il 50% del capitale. In materia di struttura organizzativa, la quasi totalità delle società preferisca un sistema di amministrazione e controllo di tipo tradizionale. Il controllo contabile delle società di serie A è infatti affidato in prevalenza ad un revisore legale, mentre in serie B e in Lega pro, il controllo è spesso affidato a un collegio sindacale. Solo in 4 società di serie A e in una di serie B, esiste un comitato esecutivo.

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