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Il 730 è cambiato così. Pubblicato il nuovo modello

del 02/04/2013
di: di Alessia Torello
Il 730 è cambiato così. Pubblicato il nuovo modello
L'Agenzia delle entrate ha pubblicato il nuovo modello 730 per la dichiarazione dei redditi di lavoratori e pensionati, ricco di importanti novità che riguardano le istruzioni per la compilazione e la modulistica.

Tra le modifiche principali, si evidenziano: i nuovi righi presenti nel Quadro D; la deducibilità con franchigia delle spese per il Servizio sanitario nazionale della polizza auto; l'aumento dal 36 al 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio; infine, nuovi destinatari dell'8 per mille.

È opportuno ricordare che quest'anno i Cud dell'Inps sono reperibili telematicamente, pertanto gli utenti interessati dovranno organizzarsi per tempo, affinché non si creino ritardi e disguidi nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi.

Riportiamo la sintesi della seconda circolare pubblicata dal Caf Cnai dedicata alle novità più significative del mod. 730/2013, redditi 2012, tenuto conto anche delle recenti modifiche apportate dall'Agenzia delle entrate con il provvedimento del 4/3/2013.

Quadro D «Altri redditi»

Il quadro D presenta due novità formali, ossia, la ridenominazione dei seguenti righi: Rigo D3 «Redditi derivanti da attività assimilate al lavoro autonomo»; Rigo D5 «Redditi derivanti da attività occasionale o da obblighi di fare, non fare e permettere».

Quadro E «oneri e spese»

Nel quadro E si evidenziano le seguenti novità, i contributi sanitari obbligatori (Cssn) versati con il premio di assicurazione di responsabilità civile per i veicoli, dal 2012, sono deducibili solo per la parte che eccede 40,00. Di conseguenza, nella Sezione II a rigo E21, «Contributi previdenziali e assistenziali» è stata introdotta la nuova col. 1, «Cssn – Rc veicoli». L'ammontare dei contributi va indicato al lordo della franchigia; il soggetto che presta l'assistenza fiscale porterà in deduzione solo la parte eccedente l'importo di 40 euro.

Nel rigo E24 «Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose» di cui alla Sezione II, è possibile dedurre anche le erogazioni liberali in denaro a favore della Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale (art. 20, legge n. 126/2012); dell'Ente patrimoniale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (art. 24, legge n. 127/2012); della Chiesa Apostolica in Italia (art. 23, legge n. 128/2012). Le erogazioni sono deducibili nel limite massimo di 1.032,91 per ciascun Ente.

La Sezione III del quadro E è stata adeguata alle novità introdotte dall'art. 11, dl n. 83/2012, che ha previsto, per le spese sostenute nel periodo 26/6/2012–30/6/2013, per ciascuna unità immobiliare: l'aumento della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio al 50%; l'innalzamento del limite massimo di spesa a 96.000 (anziché 48.000). Ai sensi dell'art. 16-bis, Tuir, tale detrazione è riconosciuta per le sole unità immobiliari residenziali (di qualsiasi categoria catastale) e relative pertinenze; in dieci quote annuali di pari importo a decorrere dall'anno di sostenimento delle spese.

Inoltre, la Sezione III A è stata rinominata «Spese per le quali spetta la detrazione del 36 o 41 o 50% (Interventi di recupero del patrimonio edilizio)»; nella col. 2 «Periodo 2006/2012», è necessario indicare con codice 1 le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dall'1/1 al 30/9/2006 (detrazione 41%); con codice 2 le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dall'1/10/2006 al 31/12/2006 o anteriormente all'1/1/2006 e per spese sostenute dall'1/1/2012 al 25/6/2012 (detrazione 36%); con codice 3 le spese sostenute dal 26/6/2012 al 31/12/2012 (detrazione 50%). La detrazione in esame è estesa agli interventi di ricostruzione e/o ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi se è stato dichiarato lo stato di emergenza; dal 2012 non è più prevista la specifica agevolazione per i contribuenti di età non inferiore a 75/80 anni che consentiva la ripartizione della detrazione in 5/3 anni. Di conseguenza tutti i contribuenti devono ripartire l'importo detraibile in dieci quote annuali

La detrazione del 55% (interventi di risparmio energetico) è estesa anche alle «spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria

Quadro F «Acconti, ritenute, eccedenze e altri dati»

Nel quadro F, nella Sezione III, rigo F3 sono state inserite due nuove colonne, Colonna 5 «Cedolare secca» dove va indicato l'eventuale credito di cedolare secca risultante dal mod. Unico 2012 a rigo RX16, col. 4; dal mod. Cud 2013 (punto 39), se il sostituto d'imposta non ha potuto restituire il relativo importo in sede di conguaglio; dal mod. 730-3/2012 (rigo 164), se il contribuente ha richiesto di utilizzare il credito, in compensazione nel mod. F24, per il pagamento dell'Imu e tale credito non è stato completamente utilizzato. Colonna 6 «di cui già compensata in F24» dove va indicato l'importo dell'eccedenza di cedolare secca eventualmente compensata utilizzando il mod. F24.

Nella Sezione VI è stata rivista la modalità di indicazione delle esenzioni non collegate al reddito imponibile e delle eventuali altre agevolazioni da indicare a rigo F7 (in relazione al 2012) e al rigo F8 (in relazione al 2013). In particolare, in luogo della barratura di apposite colonne, nella col. 2 di ciascun rigo vanno indicati codice 1 in presenza di un'esenzione non collegata con il reddito imponibile; codice 2 in presenza di altre agevolazioni.

Scelta destinazione 8 per mille

Si evidenzia che dal 2013 è possibile destinare l'8 per mille anche alla Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale, alla Chiesa Apostolica in Italia, all'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia.

Prospetto di liquidazione mod. 730-3

Nel mod. 730-3 è stato eliminato il rigo 12, riservato alla deduzione per l'abitazione principale; inseriti i righi 147 e 148, dedicati, rispettivamente, ai redditi fondiari non imponibili Irpef e al reddito dell'abitazione principale e relative pertinenze; tale importo potrà assumere rilevanza nell'ambito delle prestazioni previdenziali e assistenziali.

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