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La flessibilità fa bene alla paga, si alza il limite

del 02/04/2013
di: di Daniele Cirioli
La flessibilità fa bene alla paga, si alza il limite
Detassazione a maglie più larghe. Passa, infatti, a 40 mila euro il limite di reddito che dà diritto allo sconto fiscale, aprendo le porte all'incentivo alla fascia di lavoratori con reddito tra i 30 e i 40 mila euro esclusi l'anno scorso (quando il limite era di 30 mila euro). Più ampia, inoltre, la rosa di casi con diritto all'incentivo. Accanto alla tradizionale retribuzione di produttività, infatti, l'aliquota al 10% si potrà applicare anche alle voci di retribuzione legate a misure di flessibilità dell'orario di lavoro, delle ferie, nonché nell'impiego di nuove tecnologie e di adattamento delle mansioni. Lo prevede il Dpcm 22 gennaio 2013 la cui pubblicazione in G.U. dà il via libero all'incentivo (si veda ItaliaOggi di sabato).

La detassazione 2013. Le novità della detassazione 2013 derivano dall'accordo 21 novembre 2012 delle parti sociali sulle linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività. Sono due: l'elevazione del limite di reddito ai fini dell'accesso dei lavoratori alla detassazione e l'ampliamento delle ipotesi concessive dell'incentivo (previsioni di flessibilità). Resta confermato invece che la detassazione si applica esclusivamente al settore privato e in esecuzione di contratti o accordi collettivi, sottoscritti a livello aziendale o territoriale, da parte di associazioni dei lavoratori (sindacati) comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle loro rappresentanze operanti in azienda (Rsu o Rsa). In merito a quest'ultimo requisito, si ricorda che il ministero del lavoro ha precisato che la condizione che vuole che l'accordo aziendale o territoriale sia sottoscritto da «associazioni di lavoratori (…) comparativamente più rappresentative sul piano nazionale» evidenzia la necessità, insuperabile, che gli accordi risultino sottoscritti da associazioni in possesso del requisito della maggiore rappresentatività comparata sul piano nazionale. Pertanto, nel caso di accordo aziendale la stipula deve avvenire con le rappresentanze dei lavoratori che promanano da organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; per le realtà più piccole, che per questo non hanno al loro interno tali rappresentanze, gli accordi possono essere sottoscritti con le organizzazioni sindacali territoriali in possesso del requisito di rappresentatività (interpello n. 8/2013). La sottoscrizione dell'accordo collettivo, aziendale o territoriale, è il primo passo da fare per applicare l'agevolazione. A tal fine, il dpcm stabilisce che i contratti devono essere depositati presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione, con allegata un'autodichiarazione di conformità alla nuova disciplina.

Limiti di reddito e tetto d'incentivo. Hanno diritto alla detassazione i lavoratori che hanno percepito, nell'anno 2012, redditi di lavoro dipendente non superiore a 40 mila euro, al lordo delle eventuali somme assoggettate a detassazione l'anno scorso. Il bonus, che consiste nell'applicazione dell'aliquota agevolata Irpef al 10%, è riconosciuto fino ad un massimo di 2.500 euro di retribuzione di produttività.

Due vie per l'agevolazione. Sono due le vie per definire la retribuzione di produttività. La prima è quella tradizionale: comprende tutte le voci erogate con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione. La seconda, tutta nuova, comprende le voci erogate in conseguenza dell'attivazione di «almeno una misura in almeno tre aree di intervento» delle quattro previste dal dpcm: flessibilità orario; flessibilità delle ferie; flessibilità dell'impiego delle nuove tecnologie; flessibilità delle mansioni.

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