Consulenza o Preventivo Gratuito

Per le aziende licenziare può costare caro

del 26/03/2013
di: di Manola Di Renzo
Per le aziende licenziare può costare caro
Il diritto a licenziare perde certezza. In Italia, con l'entrata in vigore della riforma del lavoro, c.d. legge Fornero, la libertà delle aziende di poter licenziare comincia a non rappresentare più un diritto certo. Il Centro studi Cnai ha presentato la relazione di osservazione sul licenziamento e sulla procedura obbligatoria di conciliazione, preceduta dall'analisi tecnica del tentativo obbligatorio di conciliazione preventivo, anche a seguito dell'intervento del ministero del lavoro attraverso la circolare n. 3 del 16 gennaio scorso.

L'art. 1, comma 40 della l. 92/2012, modificando l'art. 7 della l. 604/1966, ha reintrodotto il tentativo obbligatorio di conciliazione presso le Direzioni territoriali del lavoro.

I osservazione. L'intenzione sbandierata della legge di riforma del lavoro era di aumentare l'occupazione, snellendo l'uscita dal mercato del lavoro; ovvero maggiore flessibilità in entrata e minor rigidità nel licenziamento e nelle procedure che l'accompagnano, cosa che non si sta verificando. Tuttavia le aziende continuano a licenziare, anche a causa della crisi economica, e il contenzioso del lavoro è in aumento.

La riforma, invece, prevede, che il licenziamento per tutti i casi di giustificato motivo oggettivo, effettuato da imprese sopra i 15 dipendenti o più di 5 unità se imprenditori agricoli e, comunque da chi occupa più di 60 lavoratori su scala nazionale, deve essere preceduto, obbligatoriamente, dalla comunicazione del datore di lavoro alla Dtl e al lavoratore.

La comunicazione deve indicare in maniera puntuale le motivazioni del licenziamento che non possono essere genericamente individuate, piuttosto devono essere chiare le cause che lo hanno reso necessario e in via eventuale, bisogna indicare le misure attivabili per una possibile ricollocazione del lavoratore.

II osservazione. Sempre tra le intenzioni della riforma del lavoro c'era la rivisitazione dell'art. 18, riconducendolo a esigenze più attuali e cercando di depotenziare le ipotesi di reintegrazione, invece si rimpiange il precedente articolato. La Direzione territoriale del lavoro, ricevuta la comunicazione del datore di lavoro, ha un termine perentorio di 7 giorni, dalla ricezione dell'istanza per convocare le parti. Ai sensi dell'art. 1, comma 40 della l. 92/2012, questo termine perentorio (7 giorni) si insinua in una procedura che deve espletarsi entro 20 giorni.

III osservazione. Sia la legge 92/12 sia la circolare ministeriale n. 3, non dicono nulla riguardo l'eventuale responsabilità dell'ufficio in caso di mancata o tardiva convocazione. Perché in caso di non avvenuta conciliazione il contenzioso può continuare dinanzi al giudice, però la questione cambierebbe forma se la conciliazione non dovesse avvenire nei termini per un vizio di forma, involontario alle parti. Cosa accade, la procedura non produce più i suoi effetti e il licenziamento si intende perfezionato? La circolare n. 3 nel punto «Istruttoria della Direzione territoriale del lavoro» scrive: «Fissare la convocazione della parti, pur rispettando il termine perentorio dei 7 giorni dalla richiesta, ma entro il limite temporale che va oltre i 20 giorni dalla convocazione, significa vanificare la procedura conciliativa...». Se la responsabilità del licenziamento è sempre in capo al datore di lavoro, in che modo e in che misura risponde la Dtl per la mancato conciliazione?

Le parti possono decidere di farsi rappresentare o assistere dalle organizzazioni di rappresentanza alle quali sono iscritte, oppure da un avvocato o da un consulente del lavoro.

IV osservazione. La circolare n. 3 in via restrittiva nega la possibilità di rappresentanza ad altre figure legittimate, come i commercialisti che si occupano di materia del lavoro. Forse potrebbe trattarsi di una svista, ma occorre un ulteriore intervento ministeriale a chiarimento, poiché non vi è ragione di esclusione e non si dovrebbe dar luogo a precedenti.

In sede conciliativa le parti discutono sulle ipotesi alternative al recesso, cercando di trovare altre eventuali soluzioni valide. La Dtl, in questa fase, partecipa svolgendo un'attività mediatoria sia in ordine all'indennità incentivante che alle altre forme di reintegro o ricollocamento.

V osservazione. Legge e circolare non fanno alcun riferimento alle modalità di quantificazione dell'indennità incentivante. Nel contempo, già dai primi tentativi di conciliazione effettuati nel nostro paese, ci accorgiamo che il diritto a licenziare si sta tramutando in una discriminante che va a tracciare una linea netta tra aziende con possibilità economiche e aziende povere, si sta trasformando in un diritto per pochi. Infatti la riforma non ha fatto altro che monetizzare l'ipotesi di reintegro, poiché l'eventuale diritto, seppur non spettante, affinché vi sia un esito positivo della conciliazione e per evitare di portare la causa dinanzi al giudice, nella maggior parte dei casi si sta traducendo in un puro e ulteriore costo a carico dell'azienda.

Secondo le osservazioni del Centro studi Cnai lo sviluppo di tale indennità, prevista a titolo risarcitorio potrebbe configurarsi in una lesione al diritto di licenziamento del datore di lavoro, aggravata dalla mancanza di certezze del diritto, che non ha ancora stabilito regole chiare e precise sui rapporti di lavoro.

Dal tentativo di conciliazione, avvenuto ex art. 410 cpc, potranno presentarsi diversi risultati. In caso di esito positivo la commissione procederà alla verbalizzazione dei contenuti, compresi quelli eventuali di natura economica; in caso di esito negativo, verificatosi sia perché le parti non hanno raggiunto un accordo o per mancata presentazione o abbandono di una di esse, la commissione è tenuta a redigere un verbale, non generico e non privo di contenuti.

Ciò significa che si dovranno riportare tutte le questioni sostanzialmente riferibili a eccezioni sollevate dal lavoratore o alla assoluta indisponibilità a trovare una soluzione di natura economica alla controversia o ad accettare soluzioni alternative al recesso.

Chiaramente, a seconda della definizione della controversia si avranno effetti differenti della posizione del lavoratore, il licenziamento produrrà i suoi effetti e si perfezionerà, ovvero il lavoratore è stato reintegrato oppure si tratta di una soluzione diversa alla risoluzione del rapporto di lavoro.

VI osservazione. La conciliazione con esito positivo avvenuta nella Dtl permetterà al lavoratore, se licenziato, di beneficiare dell'Aspi, mentre se dovesse avvenire in sede sindacale il lavoratore non potrà goderne. In caso di esito negativo, molte controversie avranno seguito, non termineranno, piuttosto finiranno nelle aule di Tribunale; il lavoratore sarà maggiormente motivato a continuare. Si sta già calcolando che tra un paio di anni si creerà un tale affollamento da rallentare ulteriormente i tempi del diritto, rimettendo alla discrezionalità del giudice la possibilità di licenziare oppure no.

Ultima osservazione secondo il Centro studi Cnai le aziende grandi negli ultimi tempi stanno facendo sempre più ricorso alle agenzie di somministrazione, poiché grazie alla legge Fornero, rappresentano un dei pochi spazi di flessibilità in uscita; a breve questo concetto traslerà sulle piccole medie imprese, che capiranno i vantaggi di cui potrebbero beneficiare, non nel breve periodo, ma nel lungo tempo. Tutto questo porterà alla nascita di una nuova forma di precariato e un inevitabile abbassamento dei livelli di professionalità.

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Quote rosa al via nella pubblica amministrazione

del 24/01/2013

Al via le quote rosa nei consigli di amministrazione e nei collegi di revisione delle partecipate pu...

Facilitata l'erogazione di aiuti alle aziende agricole

del 24/01/2013

Esenzione dal greening dei pagamenti diretti delle aziende di dimensioni inferiori a dieci ettari e...

Polizze agricole assicurative a largo raggio

del 25/01/2013

Via libera al piano assicurativo agricolo 2013. Ad approvarlo, ieri, la Conferenza stato-regioni, ch...