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Alla sanità italiana la stampella di 5 mld di tasse

del 21/03/2013
di: Matteo Barbero
Alla sanità italiana la stampella di 5 mld di tasse
Servizi sempre più cari e sempre più scadenti. È questa la drammatica fotografia della sanità pubblica italiana scattata dal Rapporto Oasi 2012, curato dall'Università Bocconi e presentato dalla Fiaso.

Più di un cittadino su due ormai paga di tasca propria visite ed esami, un po' per aggirare le liste d'attesa, ma anche perché, tra ticket e superticket, spesso il privato costa meno. Più difficile, invece, sottrarsi agli aumenti fiscali imposti dalle regioni per riportare in equilibrio i bilanci di Asl e ospedali. Nel biennio 2011-2012, fra Irap, addizionali Irpef e rincari del bollo auto, il conto è lievitato di quasi 5 miliardi di euro. Senza chiedere nuovi sacrifici ai contribuenti, ben 16 regioni sarebbero andate in rosso. Tutte tranne Lombardia, Veneto, Umbria, Marche e Abruzzo. Nulla da fare, invece, per Sardegna, Molise, Campania e Calabria, che hanno comunque registrato un disavanzo. Ma il dato più preoccupante riguarda il peggioramento qualitativo del servizio, rilevato dal 31,7% degli assistiti. Percentuale che sale al 57,8% nelle regioni sotto piano di rientro, a riprova dell'impatto tutt'altro che indolore delle politiche di austerity.

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