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Accertamento, valido il bis se il termine non è scaduto

del 14/03/2013
di: di Debora Alberici
Accertamento, valido il bis se il termine non è scaduto
Il secondo avviso di accertamento spiccato dal fisco è legittimo. Questo fino a dopo l'annullamento in autotutela del primo e fino a quando o non è scaduto il termine o non è passata in giudicato la sentenza. Questo è quanto ha stabilito la Corte di cassazione con l'ordinanza del 13 marzo n. 6329, accogliendo il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La sesta sezione tributaria ha ritenuto illegittima la decisione della commissione regionale siciliana, che aveva bocciato il secondo avviso di accertamento emesso a carico di un contribuente per ottenere le maggiori Iva e Irap dovute. Secondo il collegio di legittimità, che ha ribaltato il verdetto di merito, questo è dovuto al fatto che «il potere di autotutela tributaria, ha come autonomo presupposto temporale o, la mancata formazione di un giudicato o la mancata scadenza del termine decadenziale fissato per l'accertamento». Secondo i supremi giudici poi, l'esercizio del potere di autotutela tributaria, può aver luogo soltanto entro il termine previsto per il compimento dell'atto, ma non può tradursi nell'elusione o nella violazione del giudicato eventualmente formatosi sull'atto viziato. Dev'essere inoltre essere preceduto dall'annullamento di quest'ultimo, a tutela del diritto di difesa del contribuente e in ossequio al divieto di doppia imposizione pendenza dello stesso presupposto. In base all'ordinanza quindi, ora gli atti dovranno tornare in Sicilia, dove la commissione tributaria regionale, in diversa composizione, dovrà riesaminare il caso alla luce del principio di diritto affermato. Anche la procura generale del Palazzaccio, nell'udienza del 13 febbraio, aveva chiesto alla Cassazione di accogliere il ricorso. L'autotutela, che permette spesso al contribuente di ottenere l'annullamento dell'atto impositivo, senza arrivare in giudizio, è un istituto tanto importante quando discusso. Spesso in passato si è parlato dell'impugnabilità del diniego di autotutela opposto dal fisco. Possibilità sempre esclusa dalla Suprema corte che condanna il cittadino a un verdetto senza appello dell'amministrazione finanziaria, a meno che non si ricorra in ctp.
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