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Contenzioso tributario in calo, la vera prova è 2013

del 14/03/2013
di: di Valerio Stroppa
Contenzioso tributario in calo, la vera prova è 2013
Contenzioso tributario giù nel 2012. E crescono gli indici di vittoria del fisco. Ma il vero banco di prova sarà il 2013. Lo scorso anno ha visto in generale una riduzione delle cause: sia dei nuovi ricorsi avviati (209 mila contro i 260 mila del 2011 in Ctp, 55 mila contro 69 mila in Ctr), sia delle giacenze pendenti (-6,6% in primo grado, -1% in appello). I dati 2012, tuttavia, sono influenzati da due importanti fattori. Il primo è la campagna di chiusura delle liti fino a 20 mila euro pendenti con l'Agenzia delle entrate. La definizione agevolata prevista dal dl n. 98/2011 ha fatto venir meno 119 mila procedimenti: ben 77 mila presso le Ctp, 33 mila nelle Ctr e 4.500 a testa tra Ctc e Cassazione (si veda ItaliaOggi del 24 gennaio 2013). Il secondo elemento è dato dalla mediazione tributaria, che dal 2 aprile 2012 obbliga i contribuenti che intendono opporsi a una pretesa delle Entrate fino a 20 mila euro ad avviare la procedura di reclamo presso l'ufficio legale della direzione che ha emesso l'atto, prima di finire davanti al giudice. Tenuto conto dei tempi tecnici per l'entrata in servizio del nuovo istituto, i primi effetti hanno iniziato a vedersi nel 3° trimestre 2012: i ricorsi in Ctp contro l'Agenzia sotto i 20 mila euro si sono ridotti del 9%. Nell'ultimo trimestre, per esempio, il contenzioso complessivo diretto ad enti diversi dalle Entrate è cresciuto di 4.200 ricorsi (+21% sul 2011), in particolar modo nei confronti delle società del gruppo Equitalia (+74%). Tutto il nuovo contenzioso avviato da imprese e cittadini nel 2012 vale 23 miliardi e 677 milioni di euro. Ciò significa che cresce il valore medio delle controversie, passando dai circa 108 mila euro del 2011 a oltre 113 mila euro. Particolarmente interessante anche l'andamento delle istanze di sospensione. Il 2012, infatti, è stato il primo anno contraddistinto per intero dagli accertamenti esecutivi. Non a caso il valore medio delle cause accompagnate dalla domanda di stop degli effetti dell'atto impugnato è salito, fino a superare i 150 mila euro. Ma mentre i verdetti cautelari hanno visto una sostanziale parità tra accoglimenti e rigetti (si veda tabella in pagina), l'ammontare complessivo sospeso risulta pari al 69%. Le circa 65 mila istanze di sospensione esaminate nel 2012 dai giudici delle Ctp italiane riguardavano infatti quasi 9,9 miliardi di euro. Poco meno di 33 mila richieste hanno ricevuto l'ok dei collegi, per un controvalore economico di oltre 6,8 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà operative più volte segnalate dalla magistratura tributaria (tra cui il mancato riconoscimento di compensi per le pronunce cautelari), nel 2012 è salita la percentuale di commissioni «virtuose» nel definire rapidamente le istanze. L'articolo 47, comma 5-bis del dlgs n. 546/1992, introdotto nel 2011, prevede infatti che la richiesta di sospensione debba essere decisa entro 180 giorni dalla data di presentazione della stessa. Nel corso del 2012 tre Ctp su quattro sono riuscite a rispettare la prescrizione normativa (77,9%).

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