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Norme incerte, più facile applicare sanzioni fiscali

del 13/03/2013
di: La Redazione
Norme incerte, più facile applicare sanzioni fiscali
Più facile ottenere l'applicazione delle sanzioni fiscali in caso di incertezza normativa. Infatti il contribuente è tenuto a versarle se il giudice di merito non motiva adeguatamente circa la lacunosità delle norme. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 6189 del 12 marzo 2013, ha accolto il ricorso della Regione Toscana presentato contro la decisione della Ctr che aveva disapplicato le sanzioni in relazione a una norma regionale che era stata definitiva poco chiara. Nelle motivazioni il Collegio di legittimità ha prima ricordato i principi affermati sull'argomento nell'ultimo anno e poi a sancito che in assenza di un'adeguata motivazione da parte di ctp e ctr il contribuente deve comunque pagare la sanzione. I Supremi giudici hanno ricordato, fra l'altro, che l'essenza del fenomeno «incertezza normativa oggettiva» si può rilevare attraverso una serie di fatti indice, che spetta al giudice accertare e valutare nel loro valore indicativo, e che sono stati individuati a titolo di esempio e, quindi, non esaustivamente: nella difficoltà d'individuazione delle disposizioni normative, dovuta magari al difetto di esplicite previsioni di legge; nella difficoltà di confezione della formula dichiarativa della norma giuridica; nella difficoltà di determinazione del significato della formula dichiarativa individuata; nella mancanza di informazioni amministrative o nella loro contraddittorietà; nella mancanza di una prassi amministrativa o nell'adozione di prassi amministrative contrastanti.
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