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Maternità a raggi X, condizioni per il sostegno economico

del 12/03/2013
di: di Manola Di Renzo e Alessia Torello
Maternità a raggi X, condizioni per il sostegno economico
Le forme di welfare a favore delle famiglie sono sempre meno, tuttavia continuano a rimanere azioni di tutela per le madri, cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie. Questo è il tema della circolare pubblicata dal Caf Cnai, che ha approfondito i sostegni economici alle donne che non lavorano al momento del parto e che non possono essere considerate lavoratrici, analizzando le diverse forme di agevolazioni di cui possono beneficiare.

Assegno di maternità dello stato. L'assegno dello stato è previsto per la madre che abbia un rapporto di lavoro in essere e una qualsiasi forma di tutela per la maternità e abbia almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino, o il suo inserimento in famiglia, nel caso di adozione o affidamento, ma non abbia raggiunto i requisiti per l'indennità di maternità o risulti di importo inferiore all'assegno. Per la madre che si sia dimessa volontariamente dal lavoro durante la gravidanza e abbia almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino; per la madre che precedentemente abbia avuto diritto a una prestazione dell'Inps (per esempio per malattia o disoccupazione) per aver lavorato almeno tre mesi, purché non sia trascorso un determinato periodo di tempo, diverso a seconda dei casi (mai superiore ai nove mesi).

La domanda va presentata alla sede Inps più vicina entro 6 mesi dalla nascita del bambino e la prestazione viene pagata dall'Inps tramite assegno bancario spedito al domicilio della madre.

Assegno di maternità concesso dai comuni. L'assegno è stato istituito dall'art. 66 della legge n. 448/98 con effetto dall'1/1/1999 ed è oggi disciplinato dal dpcm 21 dicembre 2000 n. 452 e dall'art. 74 del dlgs 151/2001, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.

L'assegno spetta, per ogni figlio nato, alle donne che non beneficiano di alcun trattamento economico per la maternità (indennità o altri trattamenti economici a carico dei datori di lavoro privati o pubblici), o che beneficiano di un trattamento economico di importo inferiore rispetto all'importo dell'assegno.

Alle medesime condizioni, il beneficio viene anche concesso per ogni minore in adozione o affidamento preadottivo senza limiti di età, così come previsto dalla Finanziaria 2008.

La madre richiedente deve essere residente nel territorio dello stato italiano al momento della nascita del figlio o al momento dell'ingresso nella propria famiglia anagrafica del minore in adozione o in affidamento preadottivo.

Per ottenere l'assegno di maternità la legge prevede che il reddito e il patrimonio del nucleo familiare di appartenenza della madre al momento della domanda non superino il valore dell'Indicatore della situazione economica (Ise) vigente alla data di nascita del figlio, ovvero di ingresso del minore nella famiglia adottiva o affidataria.

Per l'anno 2013, il valore dell'Ise da non superare è pari a 34.873,24 euro annui con riferimento ai nuclei familiari composti da tre persone. Per nuclei familiari con diversa composizione o per i quali debbono applicarsi le maggiorazioni, tale somma è riparametrata secondo i criteri fissati dall'allegato A del decreto 452/2000 come modificato dal decreto 337/2001.

La domanda per l'assegno può essere presentata dalle donne che non percepiscono l'indennità di maternità erogata dall'Inps (o da altri enti previdenziali) né alcun trattamento economico da parte del datore di lavoro per il periodo di maternità. Tuttavia, le donne che beneficiano di un trattamento economico di maternità di importo inferiore rispetto all'importo dell'assegno possono avanzare richiesta per la quota differenziale. La domanda deve essere presentata al comune di residenza della madre entro il termine perentorio di sei mesi dalla nascita del figlio.

L'assegno viene concesso con provvedimento del comune, salvi i casi in cui, a seguito di specifici accordi, anche la potestà concessiva viene esercitata dall'istituto previdenziale, ed è pagato dall'Inps, in un'unica soluzione, entro 45 giorni dalla data di ricevimento dei dati trasmessi dal comune.

L'assegno di maternità del comune non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali ed è in genere cumulabile con analoghe provvidenze erogate dagli enti locali.

È cumulabile l'importo relativo alla quota differenziale dell'assegno del comune nel caso in cui, per il medesimo evento, la richiedente percepisca importi inferiori relativi a trattamenti economici di maternità da parte dell'Inps o di altri enti previdenziali ovvero dei datori di lavoro.

L'assegno del comune non può essere riconosciuto se è stato concesso dall'Inps l'assegno di maternità dello stato di cui all'art. 75 del dlgs 151/2001 (già art. 49, comma 8, della legge n. 488/99).

Assegno per il nucleo familiare con tre figli minori. L'art. 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 ha introdotto, con decorrenza dal 1° gennaio 1999, un nuovo intervento di sostegno, denominato assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, per le famiglia che hanno figli minori e che dispongono di patrimoni e redditi limitati.

I requisiti per poter beneficiare della prestazione sono: essere cittadino italiano o comunitario residente nel territorio dello stato (art. 80, comma 5, della legge n. 388/00); presenza di un nucleo familiare composto almeno da un genitore e tre minori di anni 18 che siano figli propri e sui quali esercita la potestà genitoria; risorse reddituali e patrimoniali del nucleo familiare non superiori a quelle previste dall'Indicatore della situazione economica (Ise), pari a euro 25.108,71 per l'anno 2013 e per nuclei familiari con cinque componenti.

La domanda deve essere presentata al comune di residenza del richiedente entro il termine perentorio del 31 gennaio dell'anno successivo a quello per il quale viene richiesto l'assegno. Per ottenere gli assegni relativi all'anno 2013, il richiedente deve presentare la domanda entro il giorno 31/01/2014.

Il comune, dopo avere controllato la sussistenza di tutti i requisiti, concede o nega l'assegno con un proprio provvedimento, e lo comunica a chi ha presentato la richiesta. In caso di concessione, trasmette all'Inps i dati necessari per il pagamento. L'Inps paga gli assegni, anche mediante accredito sul conto corrente bancario, con cadenza semestrale posticipata: pertanto, saranno erogati due assegni, ciascuno con l'importo totale dovuto nel semestre precedente, sulla base dei dati trasmessi dal Comune almeno 45 giorni prima della scadenza dello stesso.

L'assegno al nucleo familiare con tre figli minori non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali e può essere cumulato con analoghe provvidenze erogate dagli enti locali e dall'Inps.

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