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Qualità dell'agriturismo a cinque stelle

del 07/03/2013
di: di Marilisa Bombi
Qualità dell'agriturismo a cinque stelle
Sarà il numero di soli assegnati, al massimo cinque, come gli hotel, a contraddistinguere la qualità dell'agriturismo. Ciò in quanto, come già avviene per la classificazione degli alberghi, è necessario dare al pubblico un'idea complessiva di massima del livello di comfort (comodità dell'accoglienza), varietà di servizi (animazione dell'accoglienza) e qualità del contesto ambientale (natura, paesaggio, tranquillità) che ciascuna azienda è in grado di offrire. La novità è contenuta nel decreto 13 febbraio 2013 del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il quale sono emanati i criteri di classificazione omogenei delle aziende del settore per l'intero territorio nazionale, a seguito dell'intesa della Conferenza stato-regioni. La decisione di procedere alla classificazione è partita dalla necessità di trovare una rappresentazione armonica che, in un unico sistema di requisiti, punteggi e soglie di accesso, faccia emergere lo spirito e la «personalità» dell'agriturismo italiano nelle sue varie forme. Ed è proprio per una facile leggibilità da parte del pubblico che è stato deciso di procedere a una classificazione delle aziende agrituristiche il più possibile paragonabile alla classificazione degli alberghi e dei campeggi: non necessariamente nella scelta dei requisiti, ma piuttosto nel fare in modo che i requisiti scelti rispondano efficacemente alla composizione della «soddisfazione» dell'ospite «normale». La procedura di classificazione delle aziende agrituristiche potrà avvenire attraverso due distinte modalità che ciascuna regione è libera di scegliere. Una prima ipotesi è quella della autodichiarazione (l'azienda si attribuisce la categoria di classificazione attraverso la compilazione di un modulo recante un insieme di requisiti e le necessarie istruzioni per attribuire la categoria. Mentre la seconda possibilità è quella di una valutazione «esterna» che dovrebbe prevedere un sopralluogo di autorità competenti che rilevano i requisiti, compilano il modulo ed attribuiscono la categoria. Di rilievo, peraltro, è quanto stabilito dall'allegato A del decreto, pubblicato sulla G.U. n. 54 del 5 marzo 2013, il quale chiarisce che vanno attentamente distinti classificazione e qualificazione. Nel senso che la prima si basa su «cosa» l'azienda offre, non su «come» lo offre e si basa dunque su requisiti concretamente rilevabili; non tenendo conto dei comportamenti di gestione, che determinano la qualità dei servizi. Il sistema di classificazione si esprime, quindi, esclusivamente attraverso l'attribuzione della categoria. In sostanza, non sono immediatamente noti all'ospite i requisiti (fattori strutturali, attrezzature accessorie, varietà di servizi, paesaggio ecc.) in base ai quali la categoria stessa è stata attribuita. Tuttavia, incrociando la categoria di classificazione con l'informazione sui servizi offerti e sui prezzi, ciascun ospite potrà compiere la propria scelta con una ragionevole disponibilità di elementi significativi. Il decreto ha previsto anche che nell'ipotesi in cui regioni o province decidessero di introdurre parametri di valutazione riconducibili a peculiarità territoriali, si dovranno, comunque, conformare alla regola che prevede il rispetto di sette sezioni tematiche nonché dei punteggi complessivi attribuiti a ciascuna sezione. E ciò anche nell'ipotesi in cui si decidesse l'aggiunta di un nuovo requisito con l'attribuzione del relativo punteggio, l'eliminazione di un requisito esistente, come pure la sua eventuale modifica.
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