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Dichiarazioni: sulla cedolare secca snellite le formalità

del 28/02/2013
di: Fabrizio G. Poggiani
Dichiarazioni: sulla cedolare secca snellite le formalità
I contribuenti che hanno esercitato l'opzione per la cedolare secca nei modelli dichiarativi (modello 730 e Unico) non devono presentare anche il «modello 69» per confermare la scelta effettuata per il residuo periodo di durata del contratto. L'Agenzia delle entrate è intervenuta sul tema dell'opzione per la cedolare secca, con una nota interna del 14/02/2013, indirizzata ai propri uffici territoriali.

In tale situazione, contrariamente a quanto asserito da alcuni uffici periferici, qualora il contribuente non abbia presentato il modello indicato, lo stesso non è tenuto a regolarizzare la posizione mediante l'istituto della «remissione in bonis», mentre il «modello 69» deve essere presentato solo per il rinnovo dell'opzione alla scadenza del contratto. La scelta per la «cedolare secca», applicabile ai redditi derivanti dalla locazione di immobili a destinazione abitativa, deve essere esercitata, a regime (contratti registrati a partire dal 7/04/2011), in occasione della registrazione del contratto, utilizzando i modelli appositamente approvati dai provvedimenti direttoriali delle Entrate (modello «SIRIA» o nuovo «modello 69»). Il proprietario-locatore è obbligato a comunicare, in via preventiva, all'inquilino la scelta per la tassazione sostitutiva (19% o 21%) da determinarsi sul canone stabilito con riferimento tipologia contrattuale utilizzata, mediante lettera raccomandata, a pena d'inefficacia della scelta eseguita; scelta che ha effetto per tutta la durata della locazione, naturalmente fatta salva la revoca.

A regime, l'opzione deve essere fatta alla registrazione del contratto di locazione o della proroga di tale contratto o, infine, in sede di rinnovo del pagamento dell'imposta di registro ma per applicare il regime sostitutivo è sufficiente adottare un comportamento concludente, quale la presentazione del modello «SIRIA» o del «modello 69», il mancato pagamento dell'imposta di registro e della spedizione della lettera raccomandata all'inquilino, con cui si rinuncia agli aggiornamenti contrattuali. Con riferimento al periodo d'imposta 2011, la regola appena indicata ha trovato una deroga poiché, per i contratti in corso all'1/1/2011 scaduti o oggetto di risoluzione in data anteriore al 7/04/2011 e prorogati prima di detta ultima data, per i quali era già stata versata l'imposta di registro, la scelta per l'applicazione del regime sostitutivo poteva essere seguita direttamente nella dichiarazione dei redditi di detto periodo d'imposta (modello 730/2012 o Unico 2012 - redditi 2011). Le Entrate (circ. 26/E/2011) hanno chiarito che, per i contratti in corso al 7/04/2011 e già registrati, l'applicazione del regime sostitutivo può riguardare sia l'annualità in scadenza che quella che decorre dal periodo d'imposta 2011 ovvero una delle due annualità appena indicate. Pertanto, se il contribuente desiderava applicare il regime della cedolare secca per la residua durata del contratto, lo stesso avrebbe dovuto rinnovare l'opzione per le annualità contrattuali successive a partire dal 2012, entro il termine di versamento dell'imposta di registro (annualità) utilizzando il noto «modello 69»; la mancata presentazione del modello poteva essere regolarizzata attraverso l'istituto della remissione in bonis (Agenzia delle entrate, circolare n. 47/E/2012) con l'invio della comunicazione e il versamento della sanzione minima (258 euro).

Con la nota interna del 14 febbraio scorso, l'Agenzia, con riferimento al periodo d'imposta 2011 e per i contribuenti che avevano manifestato l'intenzione di continuare ad applicare la cedolare secca anche per le annualità successive, ha precisato che la «vincolarità della opzione espressa in sede di dichiarazione non viene meno, in mancanza di espressa revoca, ove non confermata per le annualità successive in sede di mod. 69».

Pertanto, per i contratti in corso all'entrata in vigore del regime (7/04/2011), si conferma la validità dell'opzione esercitata nei modelli dichiarativi 2012 (modello 730 o Unico) per l'intera durata residua del contratto, naturalmente fatta salva la possibile revoca, senza la necessità di dover esercitare ulteriore opzione attraverso la presentazione del noto «modello 69». Infatti, la precisazione è chiaramente desumibile da una precedente risposta (Agenzia delle entrate, circolare n. 20/E/2012, n. 4), attraverso la quale, nell'ambito della validità della comunicazione al conduttore inviata nel 2011, la stessa ha affermato che «la comunicazione inviata al conduttore in sede di opzione per il 2011 esplica i suoi effetti per tutta la residua durata del contratto, ovvero fino a revoca, e non deve essere nuovamente comunicata al conduttore».

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