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Convenzione: estradizione in ritardo, sì alla scarcerazione

del 26/02/2013
di: Dario Ferrara
Convenzione: estradizione in ritardo, sì alla scarcerazione
Entro quaranta giorni dall'arresto del ricercato internazionale avvenuto in Italia lo Stato estero che ne reclama la consegna deve consegnare la domanda al nostro ministero della Giustizia o deve coltivare la via diplomatica investendo il dicastero degli Esteri. È inutile invece rivolgersi all'Interpol: l'organizzazione internazionale di polizia criminale è competente soltanto per gli arresti provvisori. Lo precisa la sentenza 9092/13, pubblicata il 25 febbraio dalla sesta sezione penale della Cassazione e destinata al “servizio novità” della Suprema corte. Non conta che la documentazione imposta dalle leggi italiane sia pervenuta alla sezione Interpol Italia entro il quarantesimo giorno dall'arresto dello straniero a fini di estradizione. Parla chiaro l'articolo 16, comma 4, della convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 (che per l'Italia è entrata in vigore il 4 novembre 1963): l'arresto provvisorio di un soggetto ricercato in ambito internazionale «potrà cessare se, entro 18 giorni dall'arresto, la Parte richiesta (cioè lo Stato che lo detiene, ndr) non sia stata investita della domanda di estradizione» e dei relativi documenti. E «in ogni caso» la durata dell'arresto non potrà superare 40 giorni. Per tutti gli Stati che hanno aderito alla convenzione europea di estradizione, come Italia e Turchia, l'arresto provvisorio effettuato ai fini di estradizione cessa di avere effetto se entro il termine perentorio lo Stato che ha attuato la misura coercitiva sul ricercato non viene formalmente investito della domanda di estradizione. E il giorno stesso dell'arresto è computato ai fini del decorso perché si tratta di un termine che incide sulla libertà personale. Insomma: nel caso specifico le autorità straniere avrebbero dovuto rivolgersi al ministero della Giustizia oppure muoversi per via diplomatica con la Farnesina, visto che non esistono accordi speciali con il Governo di Roma. Soltanto la procedura di domanda della misura coercitiva può avvenire tramite l'Interpol. Né ha rilievo la possibilità di un secondo arresto, che può avvenire solo dopo la domanda di estradizione.

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