Consulenza o Preventivo Gratuito

Commercialisti: specializzarsi è fondamentale

del 14/02/2013
di: di Eleonora Di Vona Presidente Ungdcec
Commercialisti: specializzarsi è fondamentale
La complessità del sistema in cui viviamo e operiamo oggi è tale che la figura del Commercialista tuttologo, di colui cioè che svolge un po' di tutto, dalla tenuta delle contabilità alla predisposizione delle dichiarazioni dei redditi, alla consulenza per il risanamento delle crisi aziendali, passando per la difesa nel contenzioso tributario e lo svolgimento di attività di ausiliario del Giudice nelle procedure concorsuali o come consulente tecnico d'ufficio, è destinata ad avere scarse possibilità di sopravvivenza in un sistema che richiede sempre più competenze specialistiche, oggi i clienti si rivolgono a un professionista ed hanno l'esigenza di avere risposte in tempi brevi.

Per questo si rendono sempre più necessarie competenze specializzate.

Se ci soffermiamo un attimo a riflettere su come sono maturate oggi le competenze specialistiche dei nostri colleghi possiamo dire che nella maggior parte dei casi la specializzazione è nata «per caso»: si è presentato il cliente con quella problematica da seguire e piano piano ci si è specializzati in una prestazione piuttosto che in un'altra.

Quello che oggi manca è il tempo, i repentini cambiamenti del sistema economico nel quale siamo chiamati a operare non ci consentono più di maturare specializzazioni «nel tempo».

Ecco quindi il legame che passa tra necessità di competenze specialistiche, organizzazione degli studi e società di capitali, società dove possano intervenire soci finanziatori, che siano disposti a «scommettere» sulla riuscita del progetto, perché di un vero e proprio progetto si tratta: anche per i professionisti è arrivato il momento di programmare lo sviluppo la propria attività: costruire lo «studio professionale» progettando e programmando tutte le singole fasi, applicando cioè allo «studio professionale» quei concetti che siamo soliti esporre ai nostri clienti quando si rivolgono a noi per avviare una nuova attività.

Analisi della concorrenza, posizionamento di mercato, organizzazione interna, comunicazione sono tutte attività che dovranno permeare nel nostro quotidiano per renderci protagonisti e artefici del nostro futuro professionale, piuttosto che naufraghi inermi a bordo di una scialuppa in balia delle correnti.

La veste societaria può quindi diventare lo strumento che accompagna la crescita dello studio.

Se fino ad oggi la tuttologia è stata figlia della necessità di «far quadrare i conti» già nei primi mesi di attività, una crescita che punti sulla specializzazione non può fare a meno del capitale che inizialmente sostenga gli investimenti necessari per «sviluppare» le competenze specialistiche e collocarsi sui mercati di riferimento.

Ecco perché il socio finanziatore non deve essere demonizzato, ma deve essere gestito, devono essere fissati paletti ben precisi per far si che in ogni caso l'autonomia e l'indipendenza di giudizio del professionista che costituiscono i cardini essenziale della professione non vengano meno.

Sono riusciti a farlo, e bene, nella tanto decantata Gran Bretagna, portata sempre ad esempio quale Paese dove concorrenza e la libertà d'impresa la fanno da padrone, con il Legal service act del 2007 (entrato in vigore nel 2012) dove sono state previste le Alternative business structure (Abs).

Quando si parla di finanziare l'attività non si deve pensare solo all'acquisto dei beni strumentali necessari, ma occorre prevedere anche il finanziamento del settore «ricerca e sviluppo» che per un professionista non può che essere il continuare lo studio nell'ambito della specializzazione, a cui dovrà seguire il «lancio del prodotto sul mercato» che per il professionista non potrà che essere la ricerca del cliente che necessiti delle sue prestazioni professionali specialistiche, attraverso le più opportune strategie e tecniche di comunicazione.

Questo dovrebbe essere il significato da attribuire a soggetti non professionisti con finalità d'investimento.

Purtroppo la norma di legge e il regolamento ministeriale lasciano troppi dubbi, troppe parti scoperte; non si venga a dire che non era possibile fare altrimenti, in quanto il legislatore ha dimostrato che quando vuole le leggi è in grado di scriverle se non bene, almeno in maniera chiara. Basti pensare alla recente disciplina sulla riforma forense dove il legislatore è stato ben accorto e ha previsto dei paletti ben precisi all'interno dei quali il governo è chiamato a disciplinare con legge delega le società tra avvocati: infatti con L. 31 dicembre 2012 n. 247, art. 5 ha tenuto bene a precisare che nell'esercizio della delega per la disciplina della professione forense in forma societaria il governo si attenga a una serie di principi, prevedendo, ad esempio tra gli altri, che i componenti dell'organo amministrativo non possano essere estranei alla compagine sociale; qualificando i redditi prodotti dalla società come redditi di lavoro autonomo anche ai fini previdenziali; stabilendo che l'esercizio della professione in forma societaria non costituisce attività d'impresa e pertanto la società non è soggetta alle norme sul fallimento.

Molto probabilmente ci troviamo di fronte a due concezioni diverse di attività professionale: da una parte una professione con la P maiuscola che conserva tutte le caratteristiche del lavoro autonomo, dall'altra una serie di professioni con la p minuscola, per le quali all'indomani della norma sulle professioni non riconosciute il confine tra attività professionale e attività d'impresa diviene sempre più sottile.

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Da febbraio anche i senz'albo trovano una casa

del 24/01/2013

Riforma dei senz'albo in dirittura d'arrivo in Gazzetta Ufficiale. La legge approvata il 19 dicembre...

In agenda politica scompaiono i professionisti

del 24/01/2013

In Italia c'è un settore economico che, nonostante la crisi e la burocrazia, continua a dare segnali...

Richieste di scioglimento: ordini professionali litigiosi

del 25/01/2013

Ordini professionali sempre più litigiosi. Nel 2012 le polemiche sulle elezioni non hanno riguardato...