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Patrocinatori stragiudiziali con bollino di qualità

del 09/02/2013
di: Simona D'Alessio
Patrocinatori stragiudiziali con bollino di qualità
Per i patrocinatori stragiudiziali arriva il «bollino di qualità». Grazie alla pubblicazione, il 7 febbraio, da parte dell'Uni (l'Ente nazionale italiano di unificazione) della norma 11477, che fa riferimento alla legge sui cosiddetti «senz'albo» (n. 4/2013), infatti, la professione praticata dagli esperti del risarcimento del danno stradale riceve la certificazione che ne identifica le caratteristiche. E permette a un plotone di centinaia di migliaia di lavoratori di veder riconosciuta la propria attività e, nel contempo, alla clientela di ottenere garanzie sulla correttezza dell'operato, poiché la normativa stabilisce per tutti i non iscritti ad un ordine (si stima siano circa 3,5 milioni di persone, in Italia) che le associazioni di categoria controllino «la trasparenza, la correttezza, e la veridicità di quanto le associazioni dichiareranno per entrare nell'apposito elenco, pubblicato e gestito dal ministero dello Sviluppo economico». Proprio seguendo le disposizioni, pertanto, l'Aneis, Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale, oltre all'imposizione di rigidi dettami da rispettare, rende noto che attiverà dei servizi di tutela del consumatore che permetteranno di segnalare casi di inefficienza, o di non rispetto dell'autoregolamentazione. Secondo il presidente dell'organizzazione, Luigi Cipriano, sarà necessario che i patrocinatori stragiudiziali cambino innanzitutto «la carta intestata, che dovrà prevedere, oltre ai ragguagli sul professionista, anche il riferimento alla legge. L'iscrizione all'associazione di categoria non è obbligatoria», prosegue, sostenendo tuttavia che se la si richiede, «comporta degli obblighi e il rispetto di regole stabilite, che attestino l'effettiva professionalità dell'associato, assicurano all'utente finale un elevato standard qualitativo del servizio offerto». La «certificazione di qualità», inoltre, servirà ad uniformare l'esercizio di ogni esperto di infortunistica stradale «in qualunque zona, da Nord a Sud della nostra penisola». Una disciplina, quella sulle attività non regolamentate, giunta «tardivamente», ma che soddisfa un'ampia platea di figure che, fra l'altro, conclude, beneficeranno dell'obbligo dell'aggiornamento continuo.

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