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Sequestri: riciclaggio e traffico di valuta, è boom

del 01/02/2013
di: di Domenico Morosini
Sequestri: riciclaggio e traffico di valuta, è boom
La porta della valuta illegale da e per l'Italia è il valico di Ponte Chiasso, al confine con la Svizzera. Da lì è transitato infatti il 50% dei recuperi effettuati dalla Guardia di finanza nel corso del 2012 per quanto riguarda il settore della tutela dei mercati finanziari, riciclaggio e traffico di valuta. In particolare, secondo i dati forniti ieri, durante i controlli valutari, rafforzati dal miglioramento del sistema dei controlli con nuove norme nel 2012, la Guardia di Finanza ha intercettato in frontiera contanti e titoli illecitamente trasportati per oltre 124 mln di euro, contestando 3.716 violazioni e sequestrando valori per 47,1 mln, il 27% in più rispetto all'anno precedente. Di questi il 50% dei risultati scaturisce, appunto, dai controlli al confine con la Svizzera presso il valico di Ponte Chiasso. Sul fronte antiriciclaggio la polizia tributaria guidata dal comandante generale Saverio Capolupo ha condotto 651 indagini antiriciclaggio che hanno portato alla denuncia di 1.038 responsabili 651 indagini antiriciclaggio hanno portato alla denuncia di 1.308 responsabili, 114 dei quali tratti in arresto e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per 140 milioni di euro; l'esame dei flussi finanziari ha permesso di accertare il reimpiego di denaro proveniente da altri reati per oltre 2,6 miliardi di euro, importo quasi doppio rispetto all'anno precedente e riconducibile per il 20% a evasione fiscale. Sempre nel 2012, le Fiamme gialle hanno approfondito 12.207 segnalazioni di operazioni sospette (+30%) ed eseguito 474 ispezioni antiriciclaggio per verificare il rispetto degli obblighi di identificazione e verifica della clientela, archiviazione dei dati e segnalazioni dei casi anomali, contestando 5.139 violazioni e denunciando all'autorità giudiziaria 924 responsabili. Tra gli strumenti maggiormente utilizzati per ripulire i soldi sporchi, il ricorso a corrieri di valuta, l'utilizzo di prestanome per l'intestazione fittizia di conti bancari e movimenti di denaro all'estero con la ricorrente complicità di «colletti bianchi» inseriti nel sistema finanziario.
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