Consulenza o Preventivo Gratuito

Taglio indennità, giudici divisi. L'Anci chiede chiarimenti

del 30/01/2013
di: La Redazione
Taglio indennità, giudici divisi. L'Anci chiede chiarimenti
La riduzione del 10% dei gettoni degli amministratori locali è ancora in vigore, dicono le sezioni unite della Corte dei conti. Anzi no, perché si è applicata solo per il triennio 2006-2008, risponde la sezione autonomie. Sul punto insomma i giudici contabili si fronteggiano da anni e le sezioni regionali complicano le cose, come dimostrato da un recente parere della Corte conti Toscana (n. 259/2012). Per questo l'Anci ha preso carta e penna e ha scritto al ministero dell'interno chiedendo un intervento chiarificatore «urgente» da parte del Viminale. I comuni, infatti, brancolano nel buio e continuano a inviare richieste di parere per conoscere l'esatta determinazione degli emolumenti da corrispondere agli amministratori locali. La querelle si trascina dal 2005 quando il governo con la Finanziaria 2006 (legge n. 266/2005) ha disposto una riduzione del 10% per tre anni delle indennità degli organi elettivi degli enti locali. Nel 2009, interrogata sul punto dalla sezione di controllo per l'Emilia-Romagna, la sezione autonomie della Corte dei conti ha affermato che il taglio doveva considerarsi non più in vigore. E dello stesso avviso è sembrato essere il legislatore tanto che con il dl 78/2010 ha riproposto il taglio disponendo che con decreto del Mininterno gli importi fossero ridotti dal 3 al 10% a seconda della popolazione dell'ente. Secondo l'Anci la base di partenza per calcolare le riduzioni deve essere quella originaria (il regolamento approvato con dm n.119/2000) e non la legge 266 perché in questo caso, la decurtazione sarebbe stata del 13, 17 e 20%. Il decreto del Viminale però non è mai stato emanato e questo sta creando molte incertezze nei comuni.
vota