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La nota spese è rettificabile se non accettata

del 22/01/2013
di: di Debora Alberici
La nota spese è rettificabile se non accettata
La nota spese inviata dall'avvocato non è vincolante per il professionista che ne può spedire una di importo molto superiore se il cliente non l'ha accettata. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 1284 del 18 gennaio 2013. La seconda sezione civile ha dato ragione a un professionista che, dopo aver seguito una causa ereditaria, aveva inviato una prima parcella. E in un secondo momento ne aveva spedita un'altra di importo quasi raddoppiato. La cliente non aveva pagato tanto che il legale aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per la liquidazione del compenso. La signora si era opposta ma senza successo. Ora la Cassazione ha reso definitivo il verdetto pro-professionista. La Corte territoriale ha disatteso la tesi della difesa che rivendicava la vincolatività, per il professionista, della prima richiesta di parcella sulla base del rilievo che questa, che equivaleva ad una proposta, ex art. 1344 cod. civ., non essendo mai stata accettata dalla cliente, poteva essere validamente revocata dal legale. Non solo. I giudici di secondo grado hanno aggiunto che il professionista aveva validamente giustificato l'invio della seconda richiesta per essere stata la prima erroneamente calcolata al di sotto dei parametri tabellari, avendo applicato lo scaglione della tariffa professionale corrispondente al valore della quota della cliente invece che a quello dell'asse ereditario, errore che la Corte ha considerato effettivamente esistente, dal momento che il legale si era occupato direttamente della stessa individuazione della massa ereditaria. Ecco perchè per la Cassazione la motivazione della decisione impugnata appare esauriente e logicamente coerente tra le sue premesse e conclusioni, esponendo in modo adeguato e congruo le ragioni per cui il giudice ha ritenuto che la prima parcella non vincolasse il professionista. Insomma ora la signora non ha più chance e dovrà pagare al professionista gli 80 mila euro che questo le ha chiesto con la seconda nota spese invece dei 42mila sollecitati con la prima parcella. Anche la Procura generale di Piazza Cavour ha sollecitato in aula il rigetto del ricorso della cliente.
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