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Società professionali un continuo tira e molla

del 18/01/2013
di: di Ignazio Marino
Società professionali un continuo tira e molla
Tira e molla sulle società tra professionisti. Un giorno il ministro della giustizia rassicura gli ordini dell'area tecnica che si faranno. L'indomani conferma a quelli dell'area economico-giuridica (i meno convinti della nuova disciplina), che il regolamento non sarà emanato. Insomma, nonostante la riforma delle professioni sia già stata approvata e anche attuata a partire dal 14 agosto 2012, le ultime settimane di Paola Severino a Via Arenula si stanno dimostrando tutt'altro che facili. E non è finita. Visto che il Guardasigilli, è questa la novità dell'ultima ora, ha incontrato informalmente le categorie per mettere a fuoco le criticità e capire se ci sono i margini per risolverle. Da un lato i rappresentanti del Comitato unitario delle professioni da tempo insistono, facendolo presente anche al ministro, sul mancato collegamento fra i redditi prodotti dalle società e i contributi da versare alle casse di previdenza di appartenenza. Il regolamento (si veda ItaliaOggi del 6/6/12), infatti, nulla dice a tal proposito. Un problema, secondo il Cup, in grado di mettere in difficoltà la tenuta dei conti degli enti previdenziali nel lungo periodo. Dall'altro lato ci sono i rappresentanti delle professioni dell'area tecnica che non vogliono sentire ragioni e chiedono che si dia seguito, senza altri ritardi, all'emanazione di un dm previsto nella riforma degli ordini (legge 183/2011). L'aspetto previdenziale? Per il Pat basterebbe chiarirlo nello statuto della società. In realtà servirebbe, come emerso durante l'incontro, una qualche copertura normativa. Ma di questo ora dovrà (nuovamente) occuparsi l'ufficio legislativo. Si riapre così il cantiere sulle Stp.
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