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Lo stalker è fuori. Compilato un elenco di reati

del 17/01/2013
di: di Marilisa Bombi
Lo stalker è fuori. Compilato un elenco di reati
Chi ha subito una condanna per stalking non può essere titolare di un'attività di vendita né avere poteri di rappresentanza nella società operativa nel settore commerciale, a meno che non siano trascorsi cinque anni dal giorno in cui la pena è stata scontata, ovvero qualora la pena si sia estinta in altro modo, siano trascorsi cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Lo ha chiarito il ministro dello sviluppo economico, dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione, divisione IV promozione della concorrenza, con il parere 210445 dell'11 ottobre 2012 diretto a un comune del Veneto. La stessa sorte, peraltro, tocca a colui il quale è incorso in un reato che la disciplina di riferimento riassume genericamente nei «delitti contro la persona commessi con violenza». Per chiarire quali sono questi reati è intervenuto in soccorso del Mise lo stesso direttore generale del ministero della giustizia il quale, «con finalità meramente indicative», ha compilato l'elenco, il quale comprende sia i reati inseriti nel Titolo XII del codice penale sia quelli elencati dall'articolo 575 (omicidio) all'articolo 612-bis (atti persecutori ovvero lo stalking); gli altri reati espressamente previsti dal codice penale ma inseriti in altre parti del codice e, infine, quelli previsti nelle leggi complementari, ovvero gli articoli 3 e 4 n. 1 e 2 della legge 75/58 (sfruttamento della prostituzione), ma anche l'articolo 6-bis della legge 401/89 (lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive) e, infine, l'art. 3 della legge 718/198 di ratifica ed esecuzione della Convenzione internazionale contro la cattura degli ostaggi.

Requisiti statali. I requisiti di onorabilità che il titolare di un esercizio di vendita deve dimostrare di possedere sono stati recentemente modificati, a seguito dell'entrata in vigore del dlgs 59/2010, con il quale è stata recepita la direttiva comunitaria Servizi 2006/123/Ce. Con la comunitaria 2008 (legge 88/2009) infatti, il parlamento ha dato delega al governo di uniformare i requisiti a livello nazionale, in forza anche del fatto che la competenza in materia di professioni e, quindi, dei relativi requisiti è stata affidata in via esclusiva allo stato. Di conseguenza sono venute meno le diverse condizioni che diverse regioni avevano stabilito per proprio conto. Ulteriori modifiche sono apportate all'art. 71 del dlgs 59/2010 dal recente dlgs 147/2012 emanato al fine di correggere le situazioni di criticità sorte in fase di prima applicazione. Ed è successo che la riabilitazione, originariamente invocabile al fine di far riacquistare l'onorabilità per i reati previsti genericamente per l'attività del commercio, è stata estesa anche nei confronti di coloro i quali intendono svolgere l'attività di somministrazione e per i quali l'art. 71, comma 2, prevede requisiti specifici.

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