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La sottofatturazione è fraudolenta, si commette reato

del 17/01/2013
di: di Debora Alberici
La sottofatturazione è fraudolenta, si commette reato
Risponde del reato di dichiarazione fraudolenta mediante artifici l'imprenditore che sottofattura, nascondendo al fisco i ricavi reali, magari facendosi corrispondere in contanti dal cliente parte della somma e, nel caso dell'agenzia immobiliare, non registrando il contratto preliminare. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 2292 del 16 gennaio 2013. La terza sezione penale ha confermato la condanna per la frode fiscale mediante artifici, a carico del titolare di un'agenzia immobiliare che era solita sottofatturare i prezzi delle villette che vendeva, farsi versare una parte in contanti senza fattura e non registrare i contratti preliminari. Inutili i tentativi della difesa di smontare l'impianto accusatorio interamente confermato dai giudici con l'Ermellino. Infatti, affinché possa configurarsi il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici di cui all'art. 3 del dlgs n. 74 del 2000, di connotazione residuale rispetto alla fattispecie dell'art. 2 (la frode fiscale tout court), è necessario che ricorrano essenzialmente, a fronte del chiaro dettato normativo, i requisiti della falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie, dell'impiego di mezzi fraudolenti idonei a ostacolare l'accertamento e, infine, a completamento della condotta, della presentazione di una dichiarazione falsa. Ora, in riferimento alla ricorrenza, nella specie, di ciascuno di tali elementi, il Tribunale di Torino prima e la Corte d'appello poi hanno emesse, ad avviso della Cassazione, una motivazione esaustiva senza incorrere in violazioni di legge. Con riguardo al primo elemento, infatti, nel quale ciò che rileva è la divergenza, nella specie indiscutibilmente avutasi, tra la realtà e le risultanze contabili dato che è stato chiaramente posto in rilievo, sulla base degli accertamenti svolti dalla Guardia di finanza, che nelle scritture contabili obbligatorie vennero inserite fatture per importi inferiori a quelli effettivamente corrisposti. In altri termini, quel qualcosa in più richiesto dalla norma ai fini della punibilità, oltre la sottofatturazione, il cosiddetto raggiro, è consistito, in questo caso, nella mancata registrazione dei preliminari e nel versamento del prezzo residuo in contanti.
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