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Adeguamenti: pensioni in divisa un po' più lontane

del 11/01/2013
di: Leonardo Comegna
Adeguamenti: pensioni in divisa un po' più lontane
In attesa dell'armonizzazione prevista dalla riforma Fornero (il decreto di attuazione è stato solo annunciato, ma non ancora varato), anche i requisiti pensionistici dei militari e poliziotti sono soggetti all'adeguamento alle speranze di vita. Lo ricorda l'Inps nel messaggio 545/2013.

L'armonizzazione. L'art. 24, comma 18, della legge n. 214/2011 prevede l'adozione di un regolamento di armonizzazione, allo scopo di assicurare un processo di incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche per il personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico per il quale sono previsti requisiti diversi da quelli vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria. Poiché tale regolamento a oggi non è stato emanato per detto personale continuano ad applicarsi i requisiti pensionistici vigenti, i quali, tuttavia, sono soggetti, a decorrere dal 1° gennaio 2013, all'adeguamento agli incrementi della speranza di vita.

Pensione di vecchiaia. Si consegue al raggiungimento dell'età massima prescritta dai singoli ordinamenti, variabile in funzione della qualifica o grado. Come confermato dal dipartimento della funzione pubblica, dai ministeri del lavoro e dell'economia, il collocamento a riposo d'ufficio, a decorrere dal 1° gennaio 2013, continua ad avvenire in corrispondenza dell'età massima per la permanenza in servizio, così come fissata dai singoli ordinamenti e non adeguata agli incrementi della speranza della vita, nell'ipotesi in cui al compimento di detto limite di età risultino già soddisfatti i requisiti prescritti per il diritto a pensione. Pertanto, resta confermato il principio generale secondo il quale il datore di lavoro pubblico deve far cessare il rapporto con il dipendente medesimo raggiunto il limite di età previsto dall'ordinamento di appartenenza quando al raggiungimento di detto limite il dipendente sia in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico, fermo restando che, ove la decorrenza della pensione non sia immediata, il dipendente deve essere mantenuto in servizio fino all'accesso al trattamento pensionistico. Per contro, qualora il dipendente raggiunga il limite di età previsto in relazione alla qualifica o al grado di appartenenza nel 2013 e non abbia, a tale data, già maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità, il requisito anagrafico previsto per l'accesso al pensionamento di vecchiaia deve essere incrementato di 3 mesi. Resta peraltro fermo il regime delle decorrenze, la cosiddetta finestra mobile (che si apre 12 mesi dopo).

Pensione di anzianità. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015 l'accesso al pensionamento anticipato avviene con i seguenti requisiti:

- raggiungimento dell'anzianità contributiva di 40 anni e 3 mesi, indipendentemente all'età;

- raggiungimento di un'anzianità non inferiore a 35 anni e con un'età di almeno 57 e anni e 3 mesi;

- raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all'aliquota dell'80%, a condizione essa sia stata raggiunta entro il 31 dicembre 2011 (attesa l'introduzione del contributivo pro-rata dal 1° gennaio 2012), e in presenza di un'età anagrafica di almeno 53 anni e 3 mesi.

Anche per le pensioni di anzianità resta fermo il regime della finestra mobile. Peraltro, conclude il messaggio, nel caso di accesso alla pensione con il requisito dei 40 anni e 3 mesi di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica, occorre tenere presente che l'accesso al trattamento pensionistico subisce, rispetto ai 12 mesi, un ulteriore posticipo di un mese per requisiti maturati nell'anno 2012, di due mesi per requisiti maturati nell'anno 2013 e di tre mesi per i requisiti maturati a decorrere dal 2014 (art. 18, comma 22 ter, della legge n. 111/2011.

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