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Commercialisti, Miani correrà al posto di Siciliotti

del 09/01/2013
di: Benedetta Pacelli
Commercialisti, Miani correrà al posto di Siciliotti
Massimo Miani sarà il candidato della lista «Vivere la professione» per la guida del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. A patto che cada definitivamente la prospettiva di una lista unitaria per le elezioni del 20 febbraio. Dunque torna il fermento in casa commercialisti chiamati ad affrontare un quadro post elettorale ancora più delicato (la consultazione del 15 ottobre è stata invalidata dal ministero della giustizia, che ha commissariato il Cndcec e indetto una nuova votazione). Ufficiosamente dunque gli aspiranti alla presidenza dei due schieramenti ci sono: si tratta di Gerardo Longobardi per la lista «Insieme per la professione» e Massimo Miani, al posto di Claudio Siciliotti, per «Vivere la professione». Ufficialmente però, la prospettiva di una lista unitaria resta sul tavolo. Un sentiero difficilmente percorribile, soprattutto dopo la posizione di diversi coordinamenti sul territorio nonché di molte rappresentanze sindacali che nella sostanza chiedono un azzeramento delle posizioni rispetto alla precedente campagna elettorale, con un passo indietro anche di Gerardo Longobardi, come quello fatto da Siciliotti. Nel frattempo continuano i confronti tra i componenti dei due schieramenti. L'ultimo è quello di due giorni fa a Roma dove, si legge in una nota diffusa ieri, i candidati delle liste apparentate «Vivere la professione», preso atto «della irrevocabilità della generosa e apprezzabile decisione di Claudio Siciliotti, hanno chiesto all'unanimità a Massimo Miani di ricoprire il ruolo di candidato presidente in pectore». Nel ringraziare per la fiducia, Massimo Miani si è riservato di accettare la proposta di candidatura solo dopo il previo tentativo di composizione di una lista unitaria che verrà proposto nei prossimi giorni ai candidati delle liste «Insieme per la professione». Questo, si legge infine nella nota, nella convinzione che, «laddove la volontà di un progetto unitario a beneficio di tutta la Categoria sia reale e non di pura facciata, sarebbe quanto meno inopportuno sedersi ad un tavolo di confronto con una candidatura a presidente già precostituita da una parte soltanto».

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