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Apporto di capitale sociale, è indice reddituale

del 05/01/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Apporto di capitale sociale, è indice reddituale
L'apporto di capitale sociale, da parte di un contribuente, costituisce una presunzione di capacità contributiva che può essere superata con una scrittura privata che attesti la qualità di socio apparente. Sono le interessanti conclusioni che si leggono nella sentenza n.57/1/12 della Commissione tributaria regionale Friuli-Venezia Giulia di Trieste. La vertenza nasce da un accertamento fiscale con cui le Entrate di Udine determinavano a norma dell'articolo 38 del dpr n.600/73 redditi imponibili in relazione a indici di maggiore capacità reddituale; in particolare l'accertamento dell'Ufficio, si basava sul possesso di una abitazione principale, di una autovettura e su spese incrementative relative all'apporto in sede della costituzione di una società, nonché aumenti di capitale e finanziamento soci per un importo complessivo di 540 mila euro; questi elementi giustificavano, a parere dell'Ufficio, redditi sottratti ad imposizione fiscale. Il contribuente ricorreva contro questo atto e, rivolgendosi alla Ct provinciale, palesava di essere il socio apparente della società; replicava l'Ufficio sostenendo che, la mancata registrazione della scrittura privata non consentiva di provare il rapporto fiduciario. La Commissione provinciale di Udine accoglieva in parte il ricorso introduttivo, escludendo dall'accertamento il conferimento fiduciario di capitale nella società e riconoscendo utile, ai fini probatori, la scrittura privata non registrata. Contro questa decisione ricorrevano in appello sia il contribuente che l'ufficio. La Commissione regionale di Trento, «riconosciuta la qualità di socio apparente della società (documentata dalla produzione in giudizio di analogo accertamento nei confronti del fiduciante)» in virtù del fatto che, nel caso specifico, lo scostamento nel biennio precedente è inferiore al 25% rispetto ai redditi dichiarati, ha definitivamente annullato l'accertamento fiscale. Nel caso specifico, chi scrive ritiene che, comunque, sarebbe stato utile che questa scrittura privata con cui era stato regolato il rapporto fiduciario, alla data di compilazione fosse stata piegata e spedita con raccomandata, o anche registrata (magari anche a una differente agenzia erariale); questo avrebbe costituito una ulteriore prova che avrebbe consentito una documentata replica anche in sede di opposizione all'accertamento in capo al fiduciante.

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