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Stop autofatturazione se il fornitore è comunitario

del 04/01/2013
di: Franco Ricca
Stop autofatturazione se il fornitore è comunitario
Stop all'autofatturazione se il fornitore è comunitario: quando l'Iva è dovuta dal cessionario/committente nazionale con il meccanismo dell'inversione contabile, occorre applicarla integrando la fattura del fornitore. Il ricorso all'autofattura si renderà necessario soltanto in caso di mancato ricevimento della fattura, oppure per integrare una fattura irregolare. Gli adempimenti da osservare sono infatti quelli delle disposizioni di cui agli artt. 46 e 47 del dl n. 331/93. La novità è stata introdotta dalla legge di stabilità 2013, mediante una modifica del secondo comma dell'art. 17 del dpr n. 633/72 che ha generalizzato, con decorrenza per le operazioni effettuate dal 1° gennaio scorso, la procedura precedentemente applicabile solo agli acquisti intracomunitari di beni, nonché di prestazioni «generiche». In sostanza, gli adempimenti che deve porre in essere il soggetto passivo stabilito in Italia, nella sua qualità di debitore dell'imposta, al fine di assoggettare a tassazione le operazioni effettuate nel territorio dello stato, nei propri confronti, da soggetti esteri, non si differenziano più a seconda della tipologia dell'operazione, ma del luogo in cui è stabilito il cedente/prestatore estero.

Fornitori extracomunitari. Se il cedente/prestatore è stabilito fuori dell'Ue, il cessionario/committente italiano deve assolvere gli obblighi d'imposta nei modi ordinari, ossia emettendo autofattura in unico esemplare, in base al combinato disposto dell'art. 21, comma 5 e dell'art. 17, comma 2, primo periodo, del dpr 633/72. L'autofattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell'operazione, salvo che per le prestazioni di servizi «generiche», per le quali la lettera d) del comma 4 dell'art. 21, come sostituito dalla legge 228/2012, fissa invece il termine per l'emissione al giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Questo termine dilatorio è un'altra novità del 2013 e rappresenta la soluzione al problema dell'istantaneità della fattura causato dallo specifico criterio per la determinazione del momento di effettuazione delle prestazioni generiche scambiate con soggetti esteri, introdotto dalla legge 217/2011. L'autofattura deve poi essere registrata ai sensi dell'art. 23, per liquidare l'imposta a debito, con riferimento al mese di emissione, e ai sensi dell'art. 25, per detrarre la stessa imposta, nei termini previsti per l'esercizio della detrazione (ovviamente se spettante).

Fornitori comunitari. Se il cedente/prestatore è invece stabilito in un altro stato membro dell'Ue, il secondo periodo del secondo comma dell'art. 17, dpr 633/72, come sostituito dalla legge n. 228/2012, stabilisce che il cessionario/committente italiano adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni degli artt. 46 e 47 del dl n. 331/93, ossia con le modalità e nei termini previsti per gli acquisti intracomunitari e, dal 17 marzo 2012, per le prestazioni di servizi «generiche» ricevute da fornitori Ue. In sostanza, come anticipato, viene generalizzato il meccanismo di integrazione della fattura del fornitore Ue, alla quale la normativa nazionale riconosce dunque piena cittadinanza ai fini dell'Iva.

Pertanto, in base alle predette disposizioni, anch'esse revisionate dalla legge n. 228/2012, il soggetto passivo italiano, quale che sia l'operazione, deve integrare la fattura del fornitore Ue con l'applicazione dell'imposta e annotarla nel registro vendite entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento, nonché nel registro acquisti entro il termine per l'esercizio della detrazione. L'emissione dell'autofattura si renderà necessaria soltanto nell'ipotesi in cui la fattura del fornitore non pervenga entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, nel qual caso il cessionario/committente, ai sensi del comma 5 dell'art. 46, dovrà emettere autofattura entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

Se si riceve una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, occorre emettere autofattura integrativa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di registrazione della fattura originaria.

Queste autofatture dovranno poi essere annotate nel registro vendite entro il termine di emissione e con riferimento al mese precedente.

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