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Doppio sgravio contributivo per chi è in mobilità

del 02/01/2013
di: di Daniele Cirioli
Doppio sgravio contributivo per chi è in mobilità
Sì al doppio sgravio contributivo sui lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, assunti con contratto a termine e poi in somministrazione (o viceversa), ma nel limite massimo della durata dell'incentivo. I datori di lavoro, in altre parole, possono fruire dell'incentivo per una durata complessiva, tra i due rapporti, non superiore a 12 mesi (limite massimo fissato per l'agevolazione sugli assunti dalle liste di mobilità). Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 40/2012.

Sgravio contributivo. Il ministero fornisce chiarimenti sulla corretta fruizione delle agevolazioni contributive previste dall'articolo 8, comma 2 della legge n. 223/1991, su richiesta del consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro. L'ordine, in particolare, ha chiesto di sapere se sia possibile applicare l'incentivo nell'ipotesi in cui un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità sia utilizzato da un'impresa attraverso lo strumento della somministrazione di lavoro e venga successivamente assunto, ancora come lavoratore iscritto nelle liste di mobilità (quindi con diritto allo stesso incentivo), dalla stessa impresa con contratto a termine di 12 mesi. L'incentivo, si ricorda, consiste nel riconoscimento di uno sgravio contributivo per un periodo massimo di 12 mesi, tale da consentire di pagare contributi in misura pari a quella prevista per gli apprendisti, in caso di assunzione a termine di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità e nel prolungamento dello stesso beneficio per altri 12 mesi in caso di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

I chiarimenti. Il ministero, prima di tutto, richiama le novità della legge n. 92/2012 (riforma Fornero) la quale, in merito anche ai benefici in esame, al fine di garantire l'omogenea applicazione di tutti gli incentivi all'assunzione, ha stabilito che per «la determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l'attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato (…)» pur essendoci, formalmente, in quest'ipotesi, la presenza di due diversi datori di lavoro. Con questa disposizione, in altre parole, è stato introdotto il criterio del cumulo per la durata massima dell'agevolazione tra i contratti di lavoro subordinato e periodi di utilizzo dello stesso lavoratore tramite somministrazione di lavoro. Pertanto, spiega il ministero, la singola impresa che abbia fruito di agevolazioni attraverso l'utilizzo di lavoratori somministrati e attraverso contratti di lavoro stipulati direttamente con i medesimi lavoratori è tenuta a «sommare i relativi periodi ai fini della determinazione della durata massima della riduzione contributiva». In conclusione, il ministero ritiene possibile un cumulo dell'agevolazione contributiva ma nei limiti della durata massima complessiva di 12 mesi, eventualmente prorogabile di altri 12 mesi in caso di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

Nuova modulistica. Infine il ministero ricorda che, per effetto della novità della riforma Fornero, l'Inps ha adeguato la propria modulistica relativa alle istanze di autorizzazione alla fruizione degli sgravi (messaggio n. 12957/2012). E lo ha fatto stabilendo che, per la fruizione dello sgravio di mobilità nei contratti di somministrazione, che l'utilizzatore (titolare, legale rappresentante oppure altro soggetto munito di poteri) sia tenuto a rilasciare all'agenzia per il lavoro un'apposita autocertificazione accompagnata da copia del documento d'identità di chi l'ha sottoscritta (si veda ItaliaOggi del 3 agosto 2012).

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