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Comuni, feste e spettacoli in piazza uguale più Imu

del 02/01/2013
di: di Giovanni Galli
Comuni, feste e spettacoli in piazza uguale più Imu
Feste in piazza a Capodanno, la crisi non ferma i sindaci. Lo rileva (come ogni anno) Confedilizia, sottolineando che anche quest'anno, nonostante la forte crisi in atto e le loro stesse continue lamentele sull'insufficienza delle risorse a propria disposizione per far fronte agli impegni istituzionali e sociali, diverse amministrazioni comunali non hanno rinunciato a spettacoli e giochi pirotecnici. In particolare, da un'indagine della Confedilizia emerge che la gran parte dei Comuni che concorrono a finanziare in vario modo le feste di Capodanno hanno applicato l'Imu ordinaria con l'aliquota massima (il 10,6 per mille, su valori ricavati con coefficienti già aumentati del 60% rispetto al 2011 con l'Ici). La nota riporta tra gli altri i casi di Milano, Modena, Napoli, Roma, Salerno, Bari e Bologna. «La Confedilizia si augura che nel 2013 i Comuni decidano di spendere in modo più virtuoso i soldi dei contribuenti che giungono copiosi – tramite tributi locali come l'Imu – nelle casse dei municipi italiani. I divertimenti», sottolinea la Confederazione italiana della proprietà edilizia, «non li offre il sindaco, ma chi paga le tasse. E in presenza di situazioni come queste, viene da chiedersi, come si può pretendere che nei cittadini si formi una coscienza tributaria?». Ma secondo l'associazione esistono anche casi virtuosi: come quello di Siena dove non c'è stato il Capodanno in piazza organizzato dall'amministrazione comunale, i cui finanziamenti, già stanziati per la festa, sono stati dirottati a favore del complesso museale di S. Maria della Scala che rischiava la chiusura per mancanza di fondi.
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