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Auto, costa di più trasgredire il codice della strada

del 02/01/2013
di: di Stefano Manzelli
Auto, costa di più trasgredire il codice della strada
Da ieri costa più caro trasgredire al codice stradale. Dalla mezzanotte di Capodanno è infatti scattato l'aumento periodico biennale del 5,4% previsto dal dlgs 285/1992. L'aumento riguarda quasi tutti gli importi delle multe e di certo anche quelle più comuni come il divieto di sosta che lievita da 39 a 41 euro. Lo ha stabilito il decreto interministeriale del 19 dicembre 2012 (pubblicato sulla G.U. n. 303 del 31/12/2012), anticipato di qualche ora con la circolare del Ministero dell'interno n. 202443 del 31 dicembre 2012. La vicenda dell'aumento periodico delle sanzioni stradali è strettamente vincolata alle disposizioni contenute nell'art. 195 del codice e al conseguente necessario decreto interministeriale. Come anticipato su queste colonne (si veda ItaliaOggi del 15/12/2012) però questo provvedimento tardava a essere pubblicato e per questo motivo l'organo di coordinamento dei servizi di polizia stradale nel pomeriggio della vigilia di capodanno ha diramato la circolare con la quale ha anticipato agli addetti ai lavori i nuovi importi per le multe di Capodanno (poche ore prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta). La storia dell'aumento periodico biennale delle multe rende difficile l'attività degli operatori di polizia e degli utenti sempre a ridosso delle feste natalizie. Ai sensi dell'art. 195, comma 3, del codice della strada, infatti, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie deve essere aggiornata ogni due anni in misura pari all'intera variazione, accertata dall'Istat, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Prendendo come riferimento tale indice, il ministro della giustizia, di concerto con i ministri dell'economia e delle finanze, e delle Infrastrutture e dei trasporti, fissa i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dal 1° gennaio dell'anno successivo. Usualmente il decreto di dicembre prende come base di riferimento l'indice FOI di novembre, in riferimento ai 24 mesi precedenti. Quest'anno, per uno strana combinazione di fattori, l'adeguamento pubblicato in Gazzetta è stato calcolato solo su 23 mesi e per questo leggermente inferiore di quello previsto, ovvero del 5,4% (contro il 5,7% atteso). Questo incremento risulta comunque ancora essere il più elevato dal 1998 in poi. L'ultimo aggiornamento era stato stabilito dal decreto ministeriale del 22 dicembre 2010 e aveva disposto l'aumento del 2,4% a partire dal 1° gennaio 2011. Con il decreto di appena pubblicato in Gazzetta nel calcolo dei nuovi importi si applica la consueta regola dell'arrotondamento all'unità di euro per eccesso se la frazione decimale sarà pari o superiore a 50 centesimi di euro oppure per difetto se sarà inferiore. L'arrotondamento sarà applicato alle sanzioni edittali, ma non agli importi che costituiscono il risultato di operazioni di divisione rispetto ai valori minimi o massimi previsti dal codice della strada, come, per esempio, le somme da iscrivere a ruolo o le somme richieste a titolo di cauzione. Restano escluse dall'aggiornamento, non essendo ancora decorsi due anni, alcune norme che hanno introdotto o modificato le sanzioni con effetto dopo il 1° gennaio 2011. Per esemplificare come cambieranno gli importi rispetto ad alcune infrazioni stradali, con il nuovo anno la sanzione per il divieto di sosta aumenterà da 39 a 41 euro, quella per l'eccesso di velocità fra 10 e 40 km/h oltre il limite: la sanzione salirà da 159 a 168 euro. La sanzione per il conducente o passeggero senza cinture di sicurezza passerà da 76 a 80 euro, mentre quella prevista per chi guida usando il telefonino senza auricolare o senza viva voce aumenterà da152 a 160 euro. Una vera doccia fredda per le tasche degli automobilisti sulla quale già da qualche mese hanno posto l'attenzione le associazioni di tutela. Ma senza successo. L'unica vittoria concreta è quel differenziale di 0,3 punti percentuale che potrebbe essere semplicemente sfuggito agli estensori ministeriali.

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