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Nulla di fatto per le modifiche alla responsabilità

del 28/12/2012
di: La Redazione
Nulla di fatto per le modifiche alla responsabilità
Nulla di fatto per la responsabilità solidale negli appalti: rimane la disciplina attuale; ammessi i contratti di rete nelle gare di appalto; salta all'ultimo momento l'estensione della disciplina sui crediti di imposta per le infrastrutture in PPP di importo superiore a 100 milioni e per quelle già aggiudicate. È quanto emerge dal testo del dl 179/2012 convertito che proprio per il settore delle infrastrutture in project financing compie alcuni significativi passi indietro. Si parlava, con alcuni emendamenti dei relatori, di due modifiche alla disciplina sui crediti di imposta: la riduzione da 500 a 100 milioni della soglia minima di applicazione e della possibilità di utilizzarli anche per le opere aggiudicate. Le due modifiche sono però saltate e tutto invariato. Stessa sorte per la proposta di esclusione del settore degli appalti pubblici dalla disciplina sulla responsabilità solidale fiscale; anche in questo caso la norma non compare più nel testo finale. Rappresenta invece una novità, peraltro presa dal disegno di legge semplificazioni-bis, riguarda i cosiddetti contratti di rete stipulati fra aggregazioni di imprese ai sensi dell'articolo 3, comma 4-ter, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. La norma approvata ieri stabilisce che alle aggregazioni che si basano su questi contratti si applicano le disposizioni dell'articolo 37 del Codice dei contratti pubblici che, a sua volta, detta le regole per la costituzione e il funzionamento dei raggruppamenti temporanei di imprese e dei consorzi ordinari di concorrenti. Ciò dovrebbe significare che le imprese che hanno sottoscritto il contratto di rete dovranno configurare la propria «aggregazione» secondo le regole proprie di queste due tipologie di soggetti raggruppati, quanto meno, quindi, secondo lo schema del mandato con rappresentanza. Infine per far fronte ai pagamenti per lavori e forniture già eseguiti, l'Anas potrà utilizzare le risorse dell'ex Fondo centrale di garanzia, nel limite di 400 milioni di euro.
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