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Bollo c/c, il saldo negativo non farà media

del 22/12/2012
di: di Giuseppe Di Vittorio
Bollo c/c, il saldo negativo non farà media
Sul bollo titoli e conti correnti, per il pagamento dell'imposta di bollo da 34,20 euro, il saldo negativo non fa media. E dunque se si posseggono due o più conti di cui uno in rosso, non viene preso in considerazione per il calcolo della soglia di esenzione e quindi l'imposta è dovuta lo stesso. È questo uno dei chiarimenti dell'Agenzia delle entrate relative all'imposta di bollo sui conti correnti e libretti di risparmio arrivato ieri con la circolare n. 48. In caso di possesso di più conti in nero invece ai fini della rilevanza della giacenza si fa la somma.

Il titolare persona fisica di un conto corrente o un libretto di risparmio intrattenuto con banche o poste è tenuto al pagamento di un'imposta di bollo pari a 34,20 euro. L'onore tributario è riferito all'intero anno. L'imposta è dovuta quando la giacenza media sul conto è superiore a 5 mila euro. Detta cosi la norma appare fin troppo chiara. I casi pratici però possono sollevare dubbi persino in un'imposta lineare come questa. I problemi sorgono se il saldo è andato al di sotto di tale soglia di esenzione per un periodo dell'anno per poi risalire nei giorni successivi. Ciò che vale per il fisco è il saldo medio giornaliero. Un esempio chiarirà meglio il concetto. Il sig. Rossi ha un conto risultato sopra il valore soglia per solo sette giorni all'anno. In questo caso si moltiplica l'imposta annuale, 34,20 euro per 7 e si divide tutto per 365, il risultato è 0,65 euro.

Se il soggetto ha più conti presso uno stesso intermediario si effettua la somma di tutte le giacenze. A questo scopo se uno dei conti è negativo e come se valesse zero, ha chiarito l'Agenzia delle entrate.

Il caso più semplice è invece quello di un conto superiore a 5 mila euro per 12 mesi, in questo caso l'importo dovuto è 34,20 euro.

Quando la rendicontazione dell'intermediario è mensile o trimestrale l'importo va diviso proporzionalmente. L'imposta andrà suddivisa per 12 (34,20/12=2,85) o per 4 (34,20/4=8,55). Se in un trimestre o in un mese si paga zero perché si è andati al di sotto dei 5 mila euro non si paga nulla. Il saldo medio giornaliero andrà calcolato anche in caso di rendicontazione infrannuale. Se un contribuente ha un conto risultato sotto i 5 mila euro dal 1° gennaio e al 20 novembre e poi invece da quella data il suo saldo sale a 25 mila euro il tributo andrà corrisposto come segue. Nei primi tre trimestri verserà zero, il quarto trimestre verserà 3,93 euro (34,20 euro*42 giorni/365). Quarantadue sono i giorni dal 20 novembre al 31 dicembre. L'ipotesi è che l'intermediario abbia optato per una rendicontazione trimestrale.

Se il conto è detenuto da un soggetto diverso dalle persone fisiche l'imposta sale a 100 euro. I calcoli dell'imposta di cui sopra evidentemente cambiano tenendo conto dell'importo maggiorato.

I soggetti titolari di un conto base sono completamente esentati dall'imposta, il correntista per rientrare in questa categoria deve avere un Isee inferiore ai 7.500 euro.

Esenti o quasi. I soggetti titolari di un conto base sono completamente esentati dall'imposta, il correntista per rientrare in questa categoria deve avere un Isee inferiore ai 7.500 euro. Fuori dal campo dell'imposta sono anche le Onlus, i conti di banche, sim e assicurazioni e i depositi giudiziali. Per la verità in questi casi l'imposta sarà pari nella sua versione minimal a 1,81 euro.

Comunicazioni relative a prodotti finanziari. L'imposta di bollo sui conti correnti e i libretti di risparmio non va confusa con quella sui prodotti finanziari. Nel secondo caso ciò che conta per il fisco è il portafoglio di prodotti finanziari posseduti. Il contribuente può essere tenuto quindi a pagare l'imposta di conto corrente e quella sul portafoglio. L'imposta sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari come è noto è pari allo 0,15% del valore di portafoglio. La base imponibile viene calcolata sul valore di mercato, in mancanza in via residuale su quello nominale o di rimborso, l'ultima possibilità è il valore storico. Per cui un investitore che possiede titoli e fondi per un valore di 50 mila euro dovrà corrispondere all'erario 75 euro. L'imposta è calcolata su base annuale, per cui se l'intermediario rendicontasse su base trimestrale l'importo andrà diviso per 4 (75/4=18,75 a trimestre), allo stesso modo se il periodo di rendicontazione è mensile l'onere andrà diviso per 12 (75/12=6,25 al mese). La valorizzazione dell'imposta viene fatta alla fine del periodo di rendicontazione, quando si sta per inviare la comunicazione.

Il legislatore ha previsto anche un tetto minimo, per cui nel caso di portafogli titoli e prodotti inferiori a 22.800 euro l'imposta è sempre pari a 34,20 euro. Sono esenti sono i buoni fruttiferi postali fino a 5 mila euro, i fondi pensione e quelli sanitari.

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