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Agli onorevoli la tassa per il conto degli esodati

del 22/12/2012
di: di Daniele Cirioli
Agli onorevoli la tassa per il conto degli esodati
Una tassa sulla «casta» per pagare il prepensionamento a 10.300 nuovi esodati. Resteranno infatti senza rivalutazione, per un anno, tutti i vitalizi degli onorevoli eletti ai parlamenti regionali e nazionali, sia ex che ancora in carica. Il dazio, previsto per l'anno 2014 e anche sulle pensioni d'oro (superiori cioè a 2.883 euro mensili), finanzierà l'ampliamento della platea dei salvaguardati dai nuovi requisiti per la pensione della riforma Fornero (lavoratori in mobilità, autorizzati ai contributi volontaria). Lo prevede la legge di Stabilità, approvata ieri in via definitiva, che autorizza, inoltre, la creazione di un apposito fondo per le risorse.

Tassata la casta. Le risorse necessarie all'estensione dei benefici agli esodati vengono reperite dallo stop di un anno, il 2014, della rivalutazione automatica, se prevista, dei vitalizi percepiti da quanti hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive regionali e nazionali. Qualora le risorse dovessero risultare insufficienti è prevista una speciale garanzia, ossia il recupero di ulteriori risorse dalle pensioni «d'oro». In tal caso, scatterò lo stop per il 2014 della rivalutazione automatica anche sulla quota di pensione d'importo superiore a sei volte il trattamento minimo. Entro il 30 settembre 2013, il governo proceda a monitorare gli effetti delle nuove disposizioni e, qualora il monitoraggio dovesse rivelare la disponibilità di risorse, con dpcm verrà disposto il pieno riconoscimento della rivalutazione automatica ovvero in misura ridotta (tutto dipenderà, insomma, dall'andamento delle risorse). La rivalutazione avviene, di norma, applicando alla pensione il tasso di rivalutazione Istat con questo criterio: 100% del tasso sulla quota di pensione fino a tre volte il minimo Inps; 90% del tasso sulla quota di pensione compresa tra tre volte e cinque volte il minimo Inps; 75% del tasso sulla quota di pensioni superiore a cinque volte il minimo Inps. Se dovesse scattare la stop alla rivalutazione, si avrà che non verrà riconosciuta alcuna maggiorazione (quella del 75% del tasso Istat) alla quota di pensione eccedente i 2.883 euro mensili (37.481 euro annui in base ai valori del 2012).

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