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Le novità fiscali del 2013, ecco cosa bisogna sapere

del 12/12/2012
di: Fabio Giordano
Le novità fiscali del 2013, ecco cosa bisogna sapere
Si è tenuto nei giorni 29 e 30 novembre, presso l'hotel NH Bologna De La Gare, il tradizionale Convegno di formazione professionale per le case di software organizzato da Assosoftware dal titolo «Le novità fiscali del 2013, analisi degli adempimenti ed aggiornamenti sulla normativa: redditometro e spesometro - il nuovo regime premiale della trasparenza -dichiarazioni fiscali 2013 - la riforma Fornero - la nuova DMA2 – Autoliquidazione Inail». Si tratta di un appuntamento importante che mette a confronto gli esperti di normativa fiscale e del lavoro delle software house, con i dirigenti e i funzionari dell'Agenzia delle entrate, del Ministero delle finanze e dell'Inps. Le tematiche vengono affrontate con particolare riferimento al trattamento informatico dei dati alla luce delle novità normative, che pone al primo posto l'operatività quotidiana degli operatori del settore, in particolare i Commercialisti, i Consulenti del lavoro e le Associazioni di Categoria che forniscono servizi fiscali e del lavoro ai contribuenti. A seguire desideriamo fornire alcune indicazioni riguardanti le novità che ci aspettano il prossimo anno legate al nuovo Spesometro ed al Modello 730/2013.

Spesometro 2013

Di rilievo le novità dello Spesometro, illustrate nell'intervento del dott. Vincenzo Errico, responsabile Basi dati e strumenti di analisi della Direzione centrale Accertamento, e dalla dott.ssa Maria Pia Protano, capo settore Analisi e strategie della Direzione centrale Accertamento, dell'Agenzia delle entrate. In estrema sintesi le differenze rispetto alla vecchia Comunicazione Over 3 mila, sono le seguenti:

  • dovranno essere trasmesse, una a una, tutte le fatture (anche quelle di importo minimo), per effetto dell'eliminazione della soglia di 3 mila euro (anche se emesse per facoltà e non per obbligo);

  • dovranno essere trasmessi i corrispettivi a privati solo se di importo pari o superiore a 3.600 euro (non dovranno più essere trasmessi i corrispettivi di importo inferiore, ancorché collegati a un contratto di importo superiore alla soglia);

  • dovranno essere trasmesse le fatture riepilogative di importo fino a 300,00 euro (in passato non rientranti nell'obbligo);

  • le note di variazione dovranno essere trasmesse autonomamente (non dovranno quindi più essere imputate alle fatture di origine), con segno positivo se in aumento o negativo se in diminuzione;

  • verrà approvato dall'AdE uno specifico modello composto dal frontespizio, dai quadri delle fatture emesse, delle fatture ricevute, dei corrispettivi a privati, delle note di variazione e delle fatture emesse nei confronti di soggetti non residenti, cui potrebbe aggiungersi un quadro riepilogativo delle operazioni in contanti da 1.000 a 15 mila euro legate al turismo (art. 3, comma 1, dl 16/2012);

  • la comunicazione dovrà essere effettuata con riferimento alla data di registrazione (si farà riferimento alla data della fattura esclusivamente per i soggetti e nei casi in cui non vi sia obbligo di registrazione sui registri Iva).

    È stato ricordato, infine, che pur permanendo le ipotesi di esonero dalla comunicazione telematica dei dati già conosciuti, l'AdE non precluderà in nessun modo l'invio di dati per i quali non è previsto l'obbligo, qualora ciò costituisca una semplificazione per il contribuente. Ciò in quanto l'indicazione di dati non obbligatori non costituisce ostacolo all'attività di accertamento. Si possono dunque inviare i dati già conosciuti (in quanto già segnalate dai soggetti obbligati alle comunicazioni di cui all'art. 7, del dpr 605/1973) relativi alle spese assicurative, telefoniche, bollette elettriche, gas, acqua, leasing e noleggi, ecc., in quanto l'Agenzia li potrà riconoscere dal codice fiscale o dalla partita Iva del fornitore e dunque evitare la «duplicazione» degli stessi in fase di elaborazione del Redditometro. Stesse considerazioni valgono anche nel caso in cui il pagamento di un corrispettivo sia avvenuto con carta di credito o di debito: nel caso non vi sia la sicurezza che l'emissione della carta sia stata fatta da un operatore italiano oppure nel caso il proprio sistema informatico non disponga dell'informazione che il pagamento sia avvenuto con carta di credito o di debito, è possibile inserire tale corrispettivo nella comunicazione.

    730/2013

    Interessanti anche le novità contenute nella dichiarazione dei redditi modello 730/2013, illustrate nell'intervento del dott. Andrea Palma, funzionario della Direzione centrale servizi ai contribuenti dell'Agenzia delle entrate, che riguardano principalmente gli effetti dall'Imu sulla determinazione dell'Irpef degli immobili. Infatti:

  • non sono più dovute l'Irpef e le relative addizionali sul reddito dominicale dei terreni non locati, perché sostituite dall'Imu, mentre il reddito agrario continua a essere assoggettato alle imposte sui redditi;

  • non sono dovute l'Irpef e le relative addizionali sul reddito dei fabbricati non locati (compresi quelli concessi in comodato d'uso gratuito e quelli utilizzati a uso promiscuo dal professionista), perché sostituite dall'Imu.

    Le altre le novità del modello sono le seguenti:

  • possono essere ammesse alla detrazione di imposta del 19%, a determinate condizioni, le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel dm 29/03/2001 (podologo, fisioterapista, logopedista ecc.), anche senza una specifica prescrizione medica;

  • per i fabbricati di interesse storico o artistico viene meno la tassazione agevolata del reddito mediante l'applicazione della minore tra le tariffe d'estimo previste per le abitazioni della zona censuaria, e se concessi in locazione il reddito è costituito dal maggiore importo tra la rendita catastale effettiva rivalutata del 5% e il canone di locazione ridotto del 35%;

  • i dati relativi agli acconti per l'anno 2012 che lo scorso anno dovevano essere ricalcolati in presenza di redditi derivanti dagli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, vanno indicati nelle colonne da 7 a 10 del rigo F1;

  • per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio e per il ripristino a seguito di eventi calamitosi, sostenute dal 26/6/2012 al 30/6/2013, la detrazione d'imposta è elevata dal 36 al 50%, nel limite di spesa di 96 mila euro;

  • non è più prevista la possibilità, per i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni, di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali;

  • la detrazione del 55%, relativa agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici, è estesa anche alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;

  • i contributi sanitari obbligatori per l'assistenza erogata nell'ambito del Ssn versati con l'assicurazione Rca sono deducibili dal reddito complessivo solo per la parte che eccede 40 euro.

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