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Studi di settore, si applica sempre il più recente

del 12/12/2012
di: Debora Alberici
Studi di settore, si applica sempre il più recente
Monito della Cassazione agli uffici dell'amministrazione finanziaria sull'uso degli studi di settore. Va sempre applicato retroattivamente lo strumento più recente e «affinato», altrimenti è nullo l'accertamento induttivo.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22599 del'11 dicembre 2012, ha accolto il ricorso degli eredi di un professionista che aveva eccepito la nullità dell'atto impositivo in quanto basato su parametri ormai obsoleti invece che sugli studi di settore neo approvati.

Sul punto gli Ermellini hanno motivato, riprendendo l'orientamento delle Sezioni unite sugli standard, che la procedura di accertamento tributario mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente.

Nella stessa motivazione il Massimo consesso di Piazza Cavour ha inoltre affermato che la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri e degli studi di settore costituisce un sistema unitario, frutto di un processo di progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, che giustifica la prevalenza, in ogni caso, e la conseguente applicazione retroattiva dello strumento più recente rispetto a quello precedente, in quanto più affinato.

Insomma gli uffici delle imposte sono tenuti, d'ora in avanti, ad applicare sempre lo studio più recente, pena l'invalidità dell'accertamento induttivo.

Ora la sezione tributaria del Palazzaccio ha rinviato la causa, per la decisione definitiva, ad altra sezione della commissione tributaria regionale della Lombardia che dovrà riconsiderare la validità dell'atto impositivo alla luce dello scostamento fra quanto dichiarato dal contribuente e quanto elaborato nei nuovi studi.

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