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Sanità italiana, requisiti per le regioni modello

del 12/12/2012
di: di Giovanni Galli
Sanità italiana, requisiti per le regioni modello
Aver garantito l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza; aver garantito l'equilibrio economico-finanziario del bilancio sanitario regionale; non essere assoggettate a piani di rientro; essere risultate adempienti alla valutazione del Tavolo di verifica degli adempimenti regionali in materia sanitaria. Sono questi i requisiti che dovranno avere le regioni-modello per la sanità italiana. Il consiglio dei ministri ha infatti approvato ieri il provvedimento che definisce i criteri attraverso cui individuare, tra una rosa di cinque regioni, le tre virtuose per definire costi e fabbisogni standard regionali nel settore sanitario. Saranno eligibili le regioni che rispetteranno i requisiti visti sopra, tra queste i ministeri della salute e dell'economia e delle finanze individueranno le cinque regioni di riferimento, inserendole in un'apposita graduatoria. All'interno di questa graduatoria le regioni sceglieranno le tre che fanno da riferimento.

COSTI

DELLA POLITICA

L'esecutivo ha anche esaminato l'intesa raggiunta in Conferenza stato-regioni in merito all'individuazione della regione più virtuosa per il finanziamento alla politica regionale. La nota finale di palazzo Chigi ricorda che a seguito dell'approvazione del dl 174/2012 sui costi della politica, il 30 ottobre il consiglio ha condiviso la proposta della Conferenza stato-regioni, che prevede un risparmio complessivo di circa 40 milioni di euro l'anno. La Conferenza ha indicato l'Umbria come regione più virtuosa per quanto riguarda la retribuzione dei presidenti di giunta, l'Emilia Romagna per quanto riguarda i consiglieri regionali e, infine, l'Abruzzo per quanto riguarda i finanziamenti ai gruppi consiliari. Palazzo Chigi ricorda che in sede di conversione in legge del dl 174, per quanto riguarda l'indennità di fine mandato, il Senato ha introdotto un limite di spesa pari a un'indennità di carica mensile lorda per anno, per un massimo di dieci anni; con riferimento alla spesa per i gruppi consiliari – individuato in un massimo di 5 mila euro per consigliere – il Senato ha introdotto l'obbligo di considerare le dimensioni del territorio e della popolazione residente (con una spesa aggiuntiva di 0,05 euro per abitante); riguardo alla spesa per il personale dei gruppi consiliari è stato previsto che deve equivalere al costo di un'unità di personale per ciascun consigliere; infine, è stato previsto un obbligo di rendiconto annuale dei gruppi consiliari, per assicurare la corretta e trasparente gestione della contabilità. Rispetto alla proposta originaria del governo, che prevedeva il controllo preventivo, la modifica introdotta dal Senato prevede quindi una rendicontazione annuale, strutturata secondo le linee guida deliberate dalla Conferenza stato-regioni e recepite dal governo con apposito decreto.

PREFETTURE

Via libera in via preliminare, salvo intese, a un provvedimento in materia di riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio. Il provvedimento punta a definire la nuova fisionomia del sistema periferico amministrativo dello Stato, «improntato alla cooperazione, alla sussidiarietà e al rispetto dell'autonomia operativa e funzionale degli altri uffici statali. Con il provvedimento», spiega il comunicato di palazzo Chigi, «le prefetture confermano la funzione di rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio. Il prefetto garantisce le politiche di coordinamento dell'azione amministrativa in ambito locale, secondo criteri di collegialità e raccordo, nel rispetto dei principi di leale cooperazione e di sussidiarietà. Grazie all'istituzione del nuovo Ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo Stato la prefettura ribadisce il suo ruolo di punto di riferimento istituzionale». Si prevede anche una riduzione delle spese attraverso l'istituzione di servizi comuni per la realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali affidate a un solo ufficio.

ORDINAMENTO

MILITARE

Approvate ulteriori modifiche e integrazioni al Codice dell'ordinamento militare del 2010, che razionalizza la preesistente stratificazione legislativa, riducendo un corpus normativo di circa 1.300 fonti e 10.400 articoli ad una sola fonte normativa organica composta da soli 2.272 articoli. Il provvedimento di ieri è il secondo intervento di perfezionamento del Codice: un intervento di 190 modifiche riguardanti 149 articoli del Codice. Il provvedimento corregge alcune imperfezioni testuali: errori materiali di trascrizione occorsi nella redazione del codice, sia di tipo dattilografico, sia di riproduzione. Si completa poi il riassetto delle fonti previgenti e si recepisce il cd. jus superveniens (e cioè le disposizioni primarie introdotte nell'ordinamento successivamente all'approvazione definitiva del Codice da parte del consiglio dei ministri).

ATTI

INTERNAZIONALI

Su proposta del ministro degli affari esteri, il Consiglio ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La Convenzione è stata aperta alla firma degli stati membri del Consiglio d'Europa, degli stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione e dell'Unione europea, l'11 maggio 2011 a Istanbul. L'Italia ha sottoscritto il Trattato il 27 settembre 2012. La violenza contro le donne è definita come «una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata».

NOMINE

Il consiglio ha infine approvato la permanenza, al massimo fino al 30 giugno 2013, dell'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci nell'incarico di Rappresentante permanente presso l'Unione europea a Bruxelles, nonché il conferimento al ministro plenipotenziario Armando Varricchio delle funzioni di vicesegretario generale del Ministero degli affari esteri. Deliberata la nomina dell'ammiraglio di squadra Filippo Maria Foffi a comandante in capo della squadra navale.

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