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Dalla Fondazione lavoro la banca dati della mobilità

del 11/12/2012
di: La Redazione
Dalla Fondazione lavoro la banca dati della mobilità
Realizzata una community alla quale potranno accedere i consulenti del lavoro per trovare servizi e opportunità concrete per lo sviluppo della propria carriera professionale. Le numerose richieste provenienti dalla base sono state recepite dalla Fondazione Lavoro del Consiglio nazionale dell'ordine che ha avviato il progetto per una banca dati mobilità. Il progetto Work Lab è stato presentato dal presidente della Fondazione lavoro, Mauro Capitanio, e dal consigliere d'amministrazione Pietro Boschi, durante i lavori del congresso straordinario che si è tenuto a Roma il 29 e 30 novembre scorso.

«Da febbraio 2013», ha spiegato il presidente, «partirà la sperimentazione online del piano Work Lab, una banca dati di mobilità professionale, ideata con lo scopo aiutare i consulenti a scambiarsi offerte di collaborazione o proposte sia per rilevare studi, sia per creare un flusso di prestatori d'opera dalle zone più svantaggiate in realtà più favorevoli». Nella prima release del programma Work Lab, sono state predisposte due sezioni: «Cerco offro collaboratori di studio» e «Cerco offro servizi e consulenze professionali».

Il primo è un servizio di ricerca e selezione del personale rivolto esclusivamente agli studi. Lo strumento potrebbe rivelarsi utile per esempio in situazioni del tipo «sostituzione per maternità». Il secondo, invece, dal titolo «cerco offro servizi e consulenze professionali», diverrà il punto di incontro principale nel quale convergeranno offerte e richieste di prestazioni professionali. Da una parte troveremo quei colleghi che, forti dell'esperienza maturata su competenze specifiche, daranno la propria disponibilità a favore di altri. Dall'altra, Consulenti del lavoro che, per mille motivi sceglieranno, anziché fare da soli, di farsi aiutare da colleghi che hanno già affrontato specifiche problematiche.

Il progetto ha riscosso molto successo tra i partecipanti al congresso straordinario, perché rappresenta anche un primo modo di fare rete, il sistema chiesto a gran voce anche dai giovani colleghi per superare l'eccessivo individualismo che a volte chiude le porte a nuove possibilità d'incontro. «La community», ha spiegato il consigliere Boschi, «verrà successivamente integrata con una sezione denominata “cerco/vendo studio” dedicata a coloro che intendono vendere il proprio studio professionale, affinché la clientela di colleghi non venga assorbita da soggetti esterni alla nostra categoria. Tutto ciò avverrà nel pieno rispetto della riservatezza».

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