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Novità: saranno double face i controlli sugli enti

del 08/12/2012
di: Pagina a cura di Francesco Cerisano
Novità: saranno double face i controlli sugli enti
Più oneri sulla Corte dei conti e una tabella di marcia più «rilassata» (soprattutto in materia di bilancio consolidato e controlli sulle partecipate) per quanto riguarda i controlli interni. Si muovono lungo queste due direttrici le novità introdotte nel corso dell'iter parlamentare al decreto legge n. 174/2012 (cosiddetto «salva-enti locali» o «costi della politica» come è stato ribattezzato visto che è stato emanato all'indomani degli scandali che hanno travolto le amministrazioni regionali di Lombardia e Lazio), approvato ieri in via definitiva dalla camera con 268 sì, un solo no e 153 astensioni (quelle di gran parte dei deputati del Pdl dopo che giovedì il partito guidato da Angelino Alfano ha deciso di uscire dalla maggioranza che sostiene il governo Monti).

Il dl 174, nel testo emendato dalla camera prima e poi dal senato, rafforza i poteri di controllo della Corte dei conti sui bilanci preventivi e sui rendiconti degli enti locali. Saranno posti ai raggi X il rispetto del Patto di stabilità interno, l'osservanza dei limiti di indebitamento e la sostenibilità finanziaria dell'ente. In caso di violazioni i sindaci o i presidenti dovranno adottare provvedimenti per rimuovere le irregolarità entro 60 giorni che dovranno essere trasmessi alla magistratura contabile. La Corte li esaminerà nei successivi 30. Se l'ente non provvede alla trasmissione o la verifica da parte della Corte darà esito negativo, le amministrazioni non potranno più spendere.

Le sezioni regionali della Corte dei conti verificheranno con cadenza semestrale le regolarità delle gestioni. I sindaci dei comuni con più di 15.000 abitanti e i presidenti di provincia dovranno trasmettere ogni sei mesi un referto sulla regolarità della gestione sulla base delle linee guida approvate dalla Corte conti. Il bilancio consolidato e il controllo della qualità dei servizi erogati partiranno dal 2013 solo negli enti con più di 100.000 abitanti. Dal 2014 l'asticella si abbasserà a 50.000 abitanti e solo nel 2015 a 15.000 abitanti. La stessa tempistica si applicherà ai controlli sulle partecipate non quotate e alla definizione di metodologie di controllo strategico finalizzate alla rilevazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi. La funzione di controllo strategico potrà essere esercitata in forma associata.

Nella parte dedicata alle regioni (i primi due articoli) il provvedimento, pur con un dietrofront rispetto al testo iniziale (che introduceva i controlli preventivi di legittimità da parte della Corte dei conti sugli atti dei governatori), introduce significative novità sottoponendo i preventivi e consuntivi regionali al controllo dei magistrati contabili che dovranno verificare la rispondenza col Patto di stabilità. La Corte dei conti passerà ai raggi X anche le partecipazioni in società controllate. Tra le novità introdotte al senato si segnala la chance, prevista per le regioni che abbiano adottato il piano di stabilizzazione finanziaria (per il momento solo la Campania), di chiedere entro il 15 dicembre un'anticipazione di cassa da destinare al pagamento della spesa corrente nei limiti di 50 milioni per il 2012 (si veda ItaliaOggi del 30 novembre).

Per gli enti locali in dissesto e che si trovino in condizione di grave indisponibilità di cassa è prevista la possibilità di chiedere un anticipo pari a 5/12 delle entrate per la durata di sei mesi. I comuni che accedono al fondo anti-dissesto potranno ricevere un contributo di 300 euro per abitante. Le province avranno 20 euro per abitante. Al fondo potranno accedere tutti i comuni (è stata soppressa la norma che riservava l'accesso al fondo solo ai comuni con più di 20.000 abitanti). I comuni sciolti per mafia e in cui sussistono squilibri strutturali di bilancio potranno chiedere un'anticipazione di 200 euro per abitante nel limite massimo di 20 milioni l'anno.

La stretta sui costi della politica regionale impone ai governatori di:

  • ridurre le indennità di funzione dei consiglieri e degli assessori nonché l'assegno di fine mandato

  • prevedere il divieto di cumulo di indennità o emolumenti

  • pubblicizzare i redditi degli eletti

  • definire gli importi dei contributi in favore dei gruppi consiliari

  • erogare pensioni e vitalizi agli ex presidenti, assessori e consiglieri solo a chi abbia compiuto i 66 anni di età e abbiano ricoperto l'incarico per non meno di 10 anni anche non continuativi. I governatori dovranno adeguarsi a queste prescrizioni entro il 23 dicembre o entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del dl 174 pena la perdita dell'80% dei trasferimenti non destinati a finanziare il Ssn e il Tpl.

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