Consulenza o Preventivo Gratuito

La società condannata non può fare il condono

del 06/12/2012
di: Debora Alberici
La società condannata non può fare il condono
Linea dura in caso di evasione fiscale e di responsabilità amministrativa degli enti. Infatti, la società condannata ai sensi della «231» o per reati tributari in genere non è ammessa al condono anche se il suo rappresentante legale è stato assolto con formula piena.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21795 del 5 dicembre 2012, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

Con questa lunga motivazione il Collegio di legittimità ha messo sullo stesso piano la società e le persone fisiche: altrimenti, si legge in uno dei passaggi chiave e nel ricorso dell'amministrazione finanziaria, si rischia una disparità di trattamento censurabile sul piano costituzionale.

Infatti, il principio di eguale trattamento di situazioni identiche sancito dall'articolo 3 della Carta fondamentale riceverebbe un duro colpo «laddove si discriminasse l'accesso alla definizione agevolata della obbligazione tributaria esclusivamente in relazione alla natura fisica (contribuente autore del reato) o giuridica (contribuente, non responsabile penalmente che, tramite il reato ha evaso l'imposta) della persona-contribuente, in quanto non troverebbe alcuna adeguata giustificazione logica e teleologica la applicazione della causa ostativa soltanto ai contribuenti-persone fisiche». Se, infatti, la ragione delle norme dev'essere rinvenuta nell'esigenza di evitare la dispersione della complessa attività di indagine e di raccolta degli elementi probatori già svolta dalla Guardia di finanza, «una volta che la stessa sia stata sottoposta a vaglio dell'organo inquirente e ritenuta sufficiente a dare corso al procedimento penale nei confronti dell'indagato, non pare dubbio che tale esigenza si prospetti in modo identico, tanto nel caso in cui il reato fiscale sia stato commesso nell'interesse dello stesso autore materiale, quanto nel caso in cui il reato fiscale sia stato commesso nell'interesse di un soggetto-contribuente diverso dall'autore materiale dell'illecito: pertanto il limite all'accesso al condono, individuato dal legislatore nell'esercizio dell'azione penale (della quale il contribuente ha avuto formale conoscenza), non può non operare anche nei confronti degli enti dotati di personalità giuridica».

vota