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Formazione di qualità continua, cucita su misura

del 30/11/2012
di: La Redazione
Formazione di qualità continua, cucita su misura
Formazione continua «cucita» a misura di iscritto, o quasi. È questo l'obiettivo cui punta il futuro Regolamento in materia di formazione continua in attuazione della riforma Severino (dpr 137/12). Per adeguare la preesistente regolamentazione alla nuova normativa, infatti, un'apposita commissione del Consiglio nazionale è al lavoro da mesi per la stesura del testo normativo cercando di assecondare il più possibile le esigenze degli iscritti con i paletti legislativi stabiliti dal dpr. La commissione sta lavorando sulla base di due principi fondamentali: garantire su tutto il territorio una formazione di qualità che sempre più qualifichi la professionalità del perito industriale e trovare un punto di equilibrio fra le esigenze di formazione e quelle connesse con lo svolgimento dell'attività professionale. Su queste basi è stato dunque predisposto un percorso di analisi dei fabbisogni formativi attraverso un questionario e capire così le richieste per il futuro anche sulla scorta dell'esperienza passata. La materia, infatti, non è nuova per i periti industriali che già dal 2006 hanno adottato un provvedimento specifico. Ma quali sono dunque le esigenze principali degli iscritti? E quali i punti principali del regolamento? Vediamo.

I risultati del questionario

La formazione continua è «assolutamente indispensabile» per lo svolgimento della professione per il 100% dei soggetti che hanno risposto al sondaggio. Ma su quali aspetti dovrebbe focalizzarsi? L'80% non ha dubbi: aggiornamento normativo, aggiornamento tecnico e aggiornamento legislativo, anche se un 50% ritiene anche necessari corsi abilitanti, corsi cioè in grado di offrire nuove possibilità e competenze per l'esercizio dell'attività professionale. Infine un 30% punterebbe tutto sull'aggiornamento culturale e sul mantenimento delle competenze già acquisite. Come dovrà essere strutturata poi questa formazione? Quasi il 50% delle risposte indica che il profilo formativo dovrebbe essere costruito personalmente da ogni iscritto che potrà, sempre all'interno dell'obbligo stabilito per legge, scegliere la modalità formativa e il corso che riterrà più opportuno senza alcuna imposizione. Anche se l'80% ritiene che sarebbe «molto» e «abbastanza importante» che organismi centrali o decentrati del Cnpi predisponessero un catalogo di offerte formative.

I punti principali del regolamento

È lo stesso testo di riforma a prevedere che i Consigli nazionale predispongano un regolamento ad hoc entro il prossimo agosto (12 mesi dall'entrata in vigore della legge). La novità sta nel fatto che la violazione dell'obbligo costituirà d'ora in poi un illecito disciplinare. Si tratta comunque di un regolamento di non facile attuazione su cui la commissione sta lavorando per indicare le modalità e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti, per la gestione e l'organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati, ma anche i requisiti minimi dei corsi di aggiornamento che dovranno essere uniformi su tutto il territorio nazionale ma anche il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua.

Ma soprattutto il regolamento dovrà prestare particolare attenzione ai soggetti destinatari della formazione. In questi quadro il Consiglio nazionale avrà un indirizzo di carattere generale, di controllo della formazione, mentre i collegi territoriali avranno l'incarico di gestire, a tutti i livelli, le modalità formative. Il Regolamento poi punta a definire quali sono gli eventi che costituiscono il percorso della formazione continua, cioè innanzitutto i corsi, i seminari e i convegni o gli incontri tecnici. Ma l'acquisizione dei crediti formativi sarà possibile anche se si partecipa in qualità di relatore o di docente di attività formative ma anche se si partecipa ai lavori di organismi di rappresentanza della categoria come i gruppi di lavoro o le commissioni di studio. Il tutto e altro ancora sarà contenuto nel Regolamento che dovrà poi essere approvato dal ministero della giustizia. Gli atti attuavi del Regolamento saranno invece predisposti con direttive e delibere del Consiglio nazionale in modo da creare strumenti più snelli che potranno essere adeguati nel tempo a seconda delle esigenze.

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