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Mediazione, l'obbligatorietà è necessaria

del 30/11/2012
di: Sabrina Diella
Mediazione, l'obbligatorietà è necessaria
Nonostante lo stop alla mediazione obbligatoria imposto dalla Corte costituzionale per effetto di un eccesso di delega, le camere di commercio continuano a sostenere pienamente le scelte effettuate dal governo con l'introduzione nella riforma della condizione di procedibilità. Perché l'obbligatorietà attribuisce a questo strumento di risoluzione extragiudiziale delle liti quel requisito ulteriore che lo rende davvero alternativo alla giustizia ordinaria e, dunque, in grado di risolvere in modo efficace molte controversie.

In questo anno e mezzo di sperimentazione dall'avvio della riforma sulla mediazione civile e commerciale, le imprese hanno già infatti risparmiato molto tempo e denaro per addivenire a un accordo. E a parlare sono i numeri. Da marzo 2011 a ottobre 2012, le 105 camere di commercio hanno gestito complessivamente oltre 32 mila mediazione e, di queste, oltre il 70% nelle materie obbligatorie. Con una durata media di 56 giorni e un risparmio di costi, se rapportati a quelli della giustizia ordinaria, del 26,4% per ciascuna mediazione conclusa.

Dati che la dicono lunga sull'importanza di questo strumento e, più in particolare, della sua obbligatorietà per la competitività del nostro Sistema Paese. E quindi anche per la sua capacità di attrarre le imprese straniere sul territorio.

Basti pensare che secondo l'ultimo rapporto Doing Business della Banca Mondiale, che ha valutato le economie di 183 Paesi, in Italia per far valere un credito occorrono più del doppio dei giorni della media Ocse e un numero di procedure e un costo sul valore delle controversie maggiore di un terzo rispetto alla media dei paesi dell'area. In questo contesto è evidente dunque che per avere giustizia le imprese italiane devono sopportare costi di gran lunga superiori a quelli che ricadono sulle imprese straniere. E ciò rende l'Italia un paese nel quale fare impresa è più difficile che altrove in Europa.

Indubbiamente, ora, è fondamentale attendere la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale per comprendere le motivazioni che hanno portato a dichiarare illegittima, per eccesso di delega, la mediazione obbligatoria.

Riteniamo, comunque, che l'esperienza che abbiamo condotto fino a oggi, proprio per i suoi risultati positivi e per i numeri che ha raggiunto, debba proseguire. Ne è convinta Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere, secondo la quale «il sistema camerale condivide l'importanza di continuare a sostenere l'obbligatorietà della mediazione, per consentire al nostro paese di fare quel salto culturale che diversamente sarebbe impossibile realizzare. E, contestualmente, afferma la necessità di prevedere delle forme di incentivazione che favoriscano l'effettivo utilizzo della mediazione volontaria, proprio per consentire allo strumento di essere più diffusamente conosciuto e quindi di poter essere liberamente utilizzato».

Quanto all'importanza di garantire un livello di qualità adeguato nei servizi offerti dagli organismi, nella professionalità, nella preparazione dei mediatori e nelle iniziativa di formazione Pompei aggiunge: «Credo sia fondamentale che tutti gli organismi si impegnino affinché questo obiettivo possa essere realizzato».

Le camere di commercio hanno fatto dei grandi passi in avanti sull'uniformità dei servizi e nella messa a punto di standard comuni per i mediatori, ma intendono investire ancora, per garantire servizi sempre più efficienti ed adeguati alle esigenze delle imprese, ma anche dei consumatori.

La scelta del sistema camerale di essere presente alla IV edizione del Salone della giustizia (che si chiuderà sabato 1 dicembre), con uno stand dedicato ai servizi di conciliazione delle camere di commercio, va proprio nella direzione di continuare ad insistere nella diffusione della conoscenza e in particolare nella promozione delle innovazioni introdotte nel sistema della mediazione camerale. Come quella realizzata con il servizio di conciliazione online, disponibile in quasi tutte le camere di commercio, che contribuisce a rendere lo strumento ancora più vantaggioso e sempre più al passo con i tempi.

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