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La delega fiscale va salvata per senso di responsabilità

del 29/11/2012
di: La Redazione
La delega fiscale va salvata per senso di responsabilità
«La delega fiscale non è certo la panacea del sistema tributario italiano. È sicuramente un provvedimento perfettibile, ma deve prevalere il senso di responsabilità della classe politica». Dopo il rinvio del Senato sulla delega fiscale, il presidente della Commissione Fisco di Confprofessioni, Ezio Maria Reggiani, fa appello alle forze politiche, affinché «il ddl imbocchi un percorso il più rapido possibile, tenendo conto delle tempistiche istituzionali». Secondo Reggiani, infatti, le misure previste dalla delega «non avrebbero nell'immediato un impatto determinante, salvo verificare le modalità di applicazione della nuova Iri che, comunque, non deve riguardare gli studi professionali». Tuttavia, è certamente innovativa l'introduzione del principio del conflitto di interessi tra contribuenti, «ma deve essere ancora ben delineato per evitare scompensi ed eccessiva burocrazia, senza veri vantaggi per il contribuente». In questi ultimi anni, la crisi e le misure approntate per fronteggiarla non sempre si sono rivelate efficaci, anzi il più delle volte hanno solo appesantito il debito pubblico esistente. Analizzando in maniera sommaria alcuni indicatori significativi dall'analisi degli effetti della politica tributaria emerge che dal 2007 a oggi si sono susseguiti: una politica di bilancio fortemente squilibrata dal lato delle entrate, accompagnata da una crescita molto limitata e per brevi periodi al solo dato delle esportazioni; si è registrato un incremento sul fronte del prelievo e della progressività marginale dei redditi medio-bassi.
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