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La modifica della categoria catastale è retroattiva

del 29/11/2012
di: Sergio Trovato
La modifica della categoria catastale è retroattiva
L'inquadramento dei fabbricati rurali strumentali nella categoria D/10 ha effetto retroattivo. Dunque l'esenzione Ici spetta per gli anni d'imposta pregressi, anche se erano accatastati in una categoria diversa. Lo ha stabilito la commissione tributaria regionale di Bologna, sezione XII, con la sentenza n. 65 del 1° ottobre 2012.

Con questa pronuncia i giudici hanno riconosciuto la retroattività della categoria catastale attribuita nel 2011 e, per l'effetto, il beneficio fiscale per l'anno 1998 che aveva formato oggetto di contenzioso, allineandosi al principio affermato dalla Cassazione (sentenza 15047/2010), la quale aveva rinviato la causa alla commissione regionale fissando il principio di diritto. Va però rilevata la diversità di posizione all'interno della Cassazione, che con una successiva pronuncia ha indicato una regola diversa. Con la sentenza 20867/2010, infatti, ha escluso che la modifica apportata alla categoria catastale potesse valere per il passato, vale a dire per gli anni d'imposta pregressi a quello in cui fosse avvenuta la variazione.

Va ricordato che la sezione tributaria della Cassazione, con l'ordinanza 16839/2012, ha precisato che l'Agenzia del territorio per accertare se un fabbricato rurale strumentale posseduto da una cooperativa possa essere iscritto nella categoria catastale D/10 deve valutare se abbia una funzione produttiva connessa all'attività agricola dei soci, tenuto conto delle sue caratteristiche, delle pertinenze e degli impianti installati e, in particolare, se la tipologia del complesso sia tale da renderlo insuscettibile di destinazione diversa da quella originaria se non ricorrendo a radicali trasformazioni. Dunque, per iscrivere l'immobile nella speciale categoria D/10 è necessario verificare se l'immobile abbia una funzione produttiva connessa all'attività agricola e possegga caratteristiche di destinazione e tipologiche tali da non consentire, senza radicali trasformazioni, una destinazione diversa da quella per cui fu originariamente costruito.

Sempre la Cassazione (sentenza 11081/2012) ha stabilito che nonostante sia stato abrogato l'articolo 7 del dl sviluppo (70/2011), è necessario che gli immobili strumentali siano ancora iscritti nella categoria catastale D/10 per fruire delle agevolazioni fiscali. Secondo l'Agenzia del territorio, invece, alla luce delle recenti modifiche normative non conta più la classificazione catastale sia per l'Ici che per l'Imu. E ritiene che sia sufficiente l'annotazione catastale, tranne per i fabbricati che siano per loro natura censibili nella categoria D/10. Con la circolare 2/2012 ha anche fornito dei chiarimenti, relativamente a quanto disposto dal decreto ministeriale emanato il 26 luglio 2012, sugli adempimenti che devono porre in essere i titolari dei fabbricati interessati a ottenere l'annotazione negli atti catastali della ruralità, al fine di fruire anche per l'Imu dei benefici, così come disposto dall'articolo 13 del dl «salva Italia» (201/2011).

Tuttavia, dal 2012 sono cambiate anche le agevolazioni per i fabbricati rurali. Gli immobili adibiti ad abitazione non sono più esenti e sono soggetti al pagamento dell'imposta locale con applicazione dell'aliquota ordinaria. Mentre per quelli strumentali, vale a dire quelli utilizzati per la manipolazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli, non è più prevista l'esenzione, ma un trattamento agevolato con applicazione dell'aliquota del 2 per mille che i comuni possono ridurre all'1 per mille. L'esenzione è stata limitata ai fabbricati ubicati in comuni montani o parzialmente montani.

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