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L'accordo con la Svizzera è sempre più ripido

del 28/11/2012
di: La Redazione
L'accordo con la Svizzera è sempre più ripido
La strada per l'accordo fiscale Italia-Svizzera si fa più che ripida. Già lunedì Mario Monti, il premier, aveva frenato di parecchio gli entusiasmi su una chiusura al 21 dicembre del patto fiscale elvetico e italiano, data peraltro rilanciata proprio dagli sherpa d'Oltralpe qualche settimana fa. Sempre lunedì, secondo quanto risulta a ItaliaOggi i tecnici italiani avrebbero consegnato i propri desiderata alle controparti svizzera senza ricevere nessun tipo di apertura. I temi sul tappeto sono quelli dello scambio di informazioni, dell'antiriciclaggio e della libera prestazione di servizi, paletti e richieste che i tecnici italiani hanno presentato su più tavoli tecnici aperti per discutere i diversi ambiti nei diversi settori, come per i rappresentanti di banca d'Italia e i loro corrispettivi svizzeri o i tecnici seduti al tavolo delle questioni fiscali. Il prossimo confronto si avrà ai primi di dicembre tra le controparti politiche italiane e svizzere, ma il sentiment che circola nei corridoi e di marcato pessimismo. Per quanto, poi, il governo svizzero si sia affrettato a buttare acqua sul fuoco, all'indomani della bocciatura da parte del parlamento tedesco dell'accordo (si veda ItaliaOggi del 24/11/2012) questa bocciatura pesa, a vantaggio dell'Italia nelle trattative e l'ipotesi che il governo tedesco possa aggirare il veto e procedere al via libera (via libera che deve essere dato dalla ratifica entro il 14 dicembre) è vista con un po' di scetticismo dalla parte italiana. La bozza dell'accordo Italia-Svizzera, secondo quanto risulta a ItaliaOggi poneva delle condizioni di gran lunga riduttive rispetto ai capisaldi degli accordi tra Svizzera e Inghilterra e Svizzera e Germania.

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