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Più tempo per la fatturazione intracomunitaria

del 28/11/2012
di: di Franco Ricca
Più tempo per la fatturazione intracomunitaria
Più tempo per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie. Fattura cumulativa e differita anche per le prestazioni di servizi. Possibilità di emettere la fattura attraverso il registratore di cassa. E ancora: applicazione dell'imposta mediante integrazione della fattura del fornitore comunitario per tutti gli acquisti di beni e servizi. Ma anche estensione dell'obbligo di fatturazione alle operazioni «fuori campo» per difetto di territorialità.

Sono soltanto alcune delle molte novità in materia di Iva previste dallo schema di decreto-legge c.d. «salva-infrazioni» presentato ieri al pre-consiglio dei ministri, che mira a recepire numerose direttive comunitarie in scadenza. Tra queste, la direttiva 2010/45/Ue, concernente modifiche alla direttiva Iva, le cui disposizioni dovranno entrare in vigore il 1° gennaio 2013. Vediamo alcuni contenuti del provvedimento, che ricalca, con alcune integrazioni, lo schema di ddl predisposto nell'agosto scorso dai tecnici dell'amministrazione finanziaria.

Termini di fatturazione. Le fatture relative alle operazioni intracomunitarie (cessioni di beni intra Ue e prestazioni di servizi generiche verso soggetti passivi Ue) potranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Viene così risolto il problema dell'obbligo di fatturazione istantanea delle prestazioni di servizi il cui momento di effettuazione, in base alle modifiche apportate dalla legge 217/11, si identifica con l'ultimazione del servizio. In relazione a questa tipologia di prestazioni, il problema viene risolto anche nei rapporti con soggetti extracomunitari, prevedendo anche in tale ipotesi che la fattura o l'autofattura deve essere emessa nel suddetto termine.

Inversione contabile con fornitori Ue. Il sistema dell'integrazione della fattura del fornitore (in luogo dell'emissione dell'autofattura), ai fini dell'applicazione dell'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile da parte del soggetto passivo nazionale, attualmente consentito solo per i servizi generici e per gli acquisti intracomunitari, sarà esteso a tutte le operazioni ricevute da soggetti Ue (cessioni di beni e prestazioni di servizi). Nei rapporti con fornitori Ue, quindi, i soggetti passivi nazionali osserveranno in ogni caso il procedimento delineato dalle disposizioni degli artt. 46 e 47 del dl n. 331/93.

Fatturazione differita delle prestazioni. Sarà possibile emettere la fattura differita anche per le prestazioni di servizi, purché individuabili attraverso idonea documentazione (es. il contratto, la nota di lavorazione, il documento di trasporto ecc.), effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto. A queste condizioni potrà infatti essere emessa una sola fattura cumulativa, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle prestazioni. La disposizione permetterà, ad esempio, di incassare il corrispettivo e rinviare la fatturazione al 15 del mese successivo, purché vi sia traccia documentale del servizio.

Estensione dell'obbligo di fatturazione e volume d'affari. Una nota negativa per i contribuenti è rappresentata dall'estensione dell'obbligo di fatturazione alla quasi totalità delle operazioni non territoriali, tecnicamente «non soggette» ad imposta ai sensi degli artt. da 7-bis a 7-septies. Di conseguenza, queste operazioni saranno soggette anche all'obbligo di registrazione e concorreranno, pertanto, alla determinazione del volume d'affari. Con una modifica all'art. 20 del dpr 633/72, vengono inoltre incluse nel volume d'affari anche le prestazioni intra Ue non territoriali ai sensi dell'art. 7-ter, dpr 633/72, già assoggettate ad obbligo di fatturazione e registrazione. Da queste modifiche non deriveranno solo maggiori adempimenti formali. L'incremento del volume d'affari in conseguenza dell'inclusione delle operazioni non territoriali, come già segnalato da ItaliaOggi il 4 settembre scorso, potrà esplicare effetti negativi sulla fruizione di diversi istituti, ad esempio i regimi per il cui accesso è previsto un limite di fatturato (liquidazioni trimestrali, Iva di cassa ecc.), il diritto al rimborso collegato al raggiungimento della soglia del 25% di esportazioni sul fatturato ecc.

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