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Imu ed enti non profit, il cantiere è ancora aperto

del 27/11/2012
di: di Francesco Cerisano
Imu ed enti non profit, il cantiere è ancora aperto
L'Imu sugli enti non profit assomiglia sempre più a una telenovela che potrebbe presto arricchirsi di una nuova puntata. Lungi dall'aver scritto la parola fine sui requisiti che le attività erogate dagli enti senza scopo di lucro (Chiesa compresa) dovranno avere per essere considerate non commerciali e dunque sfuggire all'applicazione dell'Imu limitatamente agli immobili a cosiddetta utilizzazione mista (quando per esempio in uno stesso edificio coesistono luoghi di culto e spazi ricettivi), il regolamento del Mef (decreto n.200/2012), pubblicato venerdì scorso sulla Gazzetta Ufficiale n.274 (si veda ItaliaOggi del 24/11/2012), lascia aperti una serie di problemi su cui il parlamento tenterà di intervenire. Come? Modificando «a monte» la norma primaria, ossia il decreto legislativo del 1992 (n.504) istitutivo della vecchia Ici nella parte in cui ha stabilito la tanto discussa esenzione. L'occasione per aggiustare il tiro sull'Imu sarà il decreto sui costi della politica (o salva-enti locali) n.174/2012 all'esame delle commissioni affari costituzionali e bilancio del senato. E non è una scelta casuale perché già nel passaggio alla camera il decreto era stato «prescelto» per ospitare un intervento correttivo in materia (i deputati Pdl Maurizio Lupi e Gabriele Toccafondi erano riusciti a far approvare un emendamento che stoppava per legge l'Imu degli enti non profit, poi sconfessato dal governo). Questa volta però, rispetto a Montecitorio, i tempi sono molto più ristretti. Il decreto legge deve essere convertito entro il 9 dicembre e dopo l'ok del senato dovrà tornare alla camera per l'approvazione definitiva. Dunque, la parola d'ordine per palazzo Madama sarà fare presto e limitare le modifiche a pochissime materie significative. L'Imu del non profit sarà tra queste, ma non è detto che ce ne saranno di ulteriori. L'alleggerimento del patto di stabilità, per esempio, chiesto a gran voce dai sindaci che sono arrivati a minacciare le dimissioni in massa, non sarà infatti della partita. Se ne parlerà nella legge di stabilità anche questa all'esame del senato. Ma nel frattempo palazzo Madama sarà impegnato anche sul fronte della legge elettorale. Insomma, un calendario fitto che i senatori vorrebbero iniziare ad alleggerire partendo proprio dal dl sui costi della politica. Per questo appare difficile che dei 370 emendamenti presentati entro venerdì sera (tutti giudicati ammissibili) molti possano avere chance di approvazione. Le commissioni inizieranno oggi il voto sulle proposte di modifica, mentre si attendono ancora le decisioni dei relatori (Carlo Sarro del Pdl e Carlo Pegorer del Pd) che ovviamente dovranno essere concordate col governo. Pegorer in particolare non si fa illusioni. «Spazi per grandi migliorie francamente non ne vedo», ammette a ItaliaOggi. «L'obiettivo è far presto e il nostro compito è accompagnare il testo verso una rapida approvazione».
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