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I numerosi tributaristi Lapet, via verso nuove mete

del 24/11/2012
di: di Lucia Basile
I numerosi tributaristi Lapet, via verso nuove mete
La Lapet verso nuove e sempre più ambite mete. Come da statuto, i Tributaristi della Lapet si sono ritrovati numerosi, circa 2 mila delegati, per l'Assemblea nazionale degli associati il 22 e 23 novembre scorsi, presso l'Auditorium dell'Istituto Patristicum Augustinianum, a Roma. Un importante momento associativo, occasione non solo per discutere sulle principali questioni di cui l'associazione si è occupata nel corso degli ultimi quattro anni di attività ma, anche per presentare le linee programmatiche che il neo eletto Consiglio direttivo nazionale intenderà perseguire nel prossimo quadriennio 2012-2016. Ecco la squadra: rieletto all'unanimità il presidente nazionale Roberto Falcone. Consiglieri: Antonio Amendola, Marco Del Giudice, Giovanna Restucci, Elisabetta Tinelli, Giuseppe Tricoli, Antonio Tusa, Silvia Saccani, Carlo Vannini. Per il collegio dei revisori dei conti: Giuseppe Siragusa, Carla Delfino e Lucrezia Tarantino. Per il collegio dei probiviri: Giancarlo Puddu, Ezio Tresanti, Daniele Andreotti, Franco Belcari e Agostino Bindi. Entrando ora nel dettaglio del programma dei lavori, buona consuetudine vuole che, ricorrendo per giunta quest'anno il 25ennale della rivista Il Tributarista, il longevo organo di stampa dell'associazione, la Lapet abbia organizzato nella mattinata del 22 novembre il convegno nazionale «La carità politica» di concerto con Sua Eccellenza Monsignor Lorenzo Leuzzi Vescovo Ausiliario di Roma, curatore del volume intitolato per l'appunto La carità politica, il cui testo contiene i quattro discorsi tenuti dal Santo Padre Papa Benedetto XVI ad altrettante delegazioni di uomini politici e rappresentanti delle istituzioni di diverse nazionalità europee. Un momento particolarmente intenso preceduto da un'altrettanto emozionante giornata, quella del 21 novembre, in cui una fitta delegazione della Lapet è stata ricevuta in udienza dal Santo Padre. Occorre ricordare che è da tempo ormai che la Lapet rivolge il suo impegno anche in materia di politiche sociali: «Convinti di poter mettere la nostra competenza e professionalità al servizio del bene comune abbiamo tenuto nel corso degli anni convegni sul fattore famiglia, fattore felicità», ha spiegato il presidente nazionale Roberto Falcone. Ad aprire e presiedere i lavori del convegno il segretario nazionale Giovanna Restucci, alla presenza dei parlamentari Matteo Colaninno, Gaetano Quagliariello e Renzo Lusetti. «L'attuale crisi economica e il decadimento morale sono fattori determinanti che rendono necessaria un'inversione di rotta nel costume e nella mentalità dell'universo sociale a cominciare proprio dalla sua classe dirigente», ha spiegato il segretario. Per altro, Falcone in merito al tema del convegno ha aggiunto: «L'enciclica Caritas in Veritate fa comprendere, con chiarezza, che se nel mondo dovesse aumentare, anziché diminuire, lo squilibrio tra paesi ricchi e paesi poveri, svanirebbe il risultato virtuoso atteso dalla globalizzazione, cioè l'integrazione pacifica dell'economia mondiale e l'unificazione del mondo». Grande in tale contesto la responsabilità dei tributaristi Lapet: «Noi che abbiamo la possibilità di verificare sul campo, ogni giorno, nei nostri studi, gli effetti devastanti della crisi economica sulla società, dobbiamo sempre più assumere il ruolo di intermediari fra cittadini e istituzioni», ha detto il segretario Restucci.

Dello stesso avviso Falcone che ha aggiunto: «La nostra professione potrà svolgere, nel prossimo futuro, un ruolo di primo piano nel tessuto economico e sociale del Paese più ancora di quanto non abbia saputo fare fino ad oggi. Continuando a stare insieme in questa grande Associazione potremo, sulla base dell'esperienza maturata in questi anni, cogliere al meglio le occasioni che il futuro ci offre». Falcone infine ha rivolto l'invito nel credere in un domani migliore per il quale i Tributaristi Lapet sono chiamati a dare il loro concreto contributo, attraverso una classe dirigente sempre più competente ma con adeguata etica e moralità. Caratteristiche, queste ultime, che hanno sempre contraddistinto il Consiglio direttivo nazionale uscente e che sempre più contraddistingueranno quello neoeletto.

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