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Più garanzie sull'evasione di imposta

del 23/11/2012
di: Debora Alberici
Più garanzie sull'evasione di imposta
Fisco maggiormente garantito rispetto all'evasione dell'Iva. Infatti, la società è responsabile delle sanzioni per il mancato pagamento dell'imposta da parte dell'amministratore nell'esercizio delle sue funzioni. Da ciò deriva che il fideiussore sul rimborso Iva anticipato ha diritto all'ammissione al passivo con privilegio per gli interessi e le sanzioni sul mancato pagamento dell'imposta. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 20376 del 20 novembre 2012. Insomma, con lunghe motivazioni la prima sezione civile ha sancito che, nonostante le sanzioni siano personali, quando di tratta di quelle legate all'evasione dell'Iva l'impresa ne risponde insieme al manager.

Sul punto in sentenza si legge che nell'ipotesi di illeciti tributari commessi, «nell'esercizio delle loro funzioni, da dipendenti o amministratori della società è pertanto rimasta a carico della società stessa, e pur dopo l'introduzione del principio di “personalità” delle relative sanzioni, una obbligazione solidale, nei confronti dello stato, di natura essenzialmente civile per l'importo corrispondente alle sanzioni applicabili all'autore degli illeciti. Da ciò discende che, com'è avvenuto nel caso sottoposto all'esame della Corte, il fideiussore ha diritto a essere ammesso con privilegio al passivo fallimentare della società garantita sul rimborso Iva anticipato. Infatti quanto alla personalità della sanzione va ricordato che da tempo, in relazione all'ammissione al passivo fallimentare, la prima sezione civile della Cassazione ha precisato che «in tema di credito per pene pecuniarie in materia di Iva, la natura afflittiva e personale della sanzione, che in generale esclude la natura privilegiata del credito, cede a fronte dell'art. 62, comma 3, del dpr n. 633 del 19-72, il quale prevede che i crediti dello stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute ai sensi di quel decreto hanno privilegio generale sui beni mobili del debitore, con grado successivo a quello indicato al n. 15) dell'art. 2778 del codice civile, e che anche in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, gli stessi crediti sono collocati sussidiariamente sul prezzo degli immobili con preferenza rispetto ai creditori chirografari, ma dopo i crediti indicati al primo e secondo comma dell'art. 66 della legge n. 153 del 1969».

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