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La cedolare secca 2011 sugli affitti è un super flop

del 22/11/2012
di: di Domenico Morosini
La cedolare secca 2011 sugli affitti è un super flop
La cedolare ha fatto flop. Un super flop dai 2,7 mld attesi nel 2011 l'erario ha incassato 672 mln. E a certificarlo è Fabrizia Lapecorella, direttore del dipartimento finanze, durante un'audizione in commissione finanze alla camera ieri. Per il direttore le stime di gettito della cedolare secca sugli affitti sono state ridotte a un quarto rispetto a quelle originali, alla luce dell'andamento dei versamenti nel 2011. Lapecorella ha aggiunto che, rispetto ai 2,7 miliardi attesi nel 2011, l'Erario ha incassato 672 milioni, quindi per il 2012 la previsione e' stata rivista da 3,8 miliardi a 814 milioni mentre a regime dal 2014 il gettito atteso è di 976 milioni dai quattro miliardi originari.

Lo scarso successo della cedolare secca sugli affitti, secondo Lapecorella, può essere dovuto anche alla «complessità procedurale delle cose che dovevano essere fatte per esercitare l'opzione». Per i dati definitivi sul gettito, ha aggiunto tuttavia il direttore del dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, è necessario «attendere qualche mese, e aspettare che siano liquidate le dichiarazioni dei redditi 2012».

Ripartizione Imu ai comuni. Il direttore si è poi soffermato sulla ripartizione dell'Imu per le risorse 2012 e le assegnazioni al fondo sperimentale di riequilibrio (Fsr). Tecnicamente il fondo varia in ragione della differenza di gettito Imu, per la quota del comune, rispetto al gettito Ici e Irpef sugli immobili non locati: il maggior (o minor) gettito rispetto a quanto incassato con l'Ici e l'Irpef è compensato con una riduzione (aumento) di pari importo del Fsr. Le variazioni non vanno ad incidere sul minore o maggiore gettito da manovre Imu comunali. Lapecorella ha ricordato che nel dl 179/2012 all'esame della camera dei deputati è stato previsto che a seguito della verifica del gettito Imu del 2012 da effettuare entro febbraio 2013 si provvederà alla regolazione dei rapporti finanziari tra Stato e comuni previa rideterminazione della relativa copertura finanziaria. Solo in quel momento insomma si potranno dire acquisiti in via definitiva i dati sui versamenti Imu. Le risorse complessive del Fsr inizialmente pari a 1.627 mln di euro sono state ridefinite in 1.450 mln di euro. L'ultima stima del gettito Imu per il 2012, ha riportato il capo del dipartimento delle finanze vede una assegnazione ai comuni di 12.252 mln di euro e per lo stato in 8.332 mln di euro per un totale di 20.585 mln. Inoltre il capitolo degli immobili fantasma ha consentito di rivedere un po' al rialzo le stime di gettito Imu, si passa da 356 mln di euro a 454 mln.

Nessuna sorpresa insomma in arrivo il 10 dicembre per le aliquote Imu. Lo ha garantito il direttore del dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, Fabrizia Lapecorella, in un'audizione alla Camera. Lapecorella, infatti, ha risposto «no» alla domanda del presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte, se bisogna aspettarsi «sorprese» o «novità» per il 10 dicembre, termine entro cui il governo potrebbe cambiare le aliquote per assicurare il gettito previsto dalla legge «Salva-Italia».

Riforma della riscossione. Sul capitolo riscossione poi per il direttore del dipartimento finanze: «È necessario e urgente rimettere mano al sistema della riscossione». E la strada individuata nella legge delega di riforma fiscale per il dipartimento presenta indubbi vantaggi in particolare nella predisposizione del testo unico che razionalizzi la materia e faccia chiarezza sugli strumenti utilizzati per la riscossione delle entrate locali. A questo proposito la previsione di una disposizione che faccia transitare automaticamente le somme riscosse nella tesoreria dell'ente al netto della remunerazione spettante al concessionario per Lapecorella «è auspicabile anche perché risolverebbe in radice i problemi da un lato dell'appropriazione indebita del denaro pubblico e dall'altro lo scorso interesse dimostrato dagli enti locali ad effettuare continui controlli sull'operato del proprio soggetto affidatario».

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