Consulenza o Preventivo Gratuito

Redditest, parte dall'anno prossimo senza retroattività

del 21/11/2012
di: di Andrea Bongi
Redditest, parte dall'anno prossimo senza retroattività
Il nuovo redditometro partirà solo dal 2013. Prima necessita dell'apposita copertura normativa tramite il decreto del ministro dell'economia che validerà il nuovo paniere di beni e servizi. Il nuovo accertamento si baserà, essenzialmente, sulle spese sostenute dalle famiglie italiane, avrà un doppio contraddittorio e si concentrerà, almeno nella fase iniziale sugli scostamenti più macroscopici. Famiglie italiane che potranno utilizzare in funzione di compliance e di verifica delle propria posizione il nuovo applicativo Redditest, disponibile da ieri sul sito delle entrate.

Il decreto del ministro, seppure emanato a fine 2012, non inficerà, secondo le entrate, gli accertamenti effettuati sugli anni pregressi a partire dal periodo d'imposta 2009.

Sono queste, in estrema sintesi, le novità della conferenza stampa di ieri tenuta dall'Agenzia delle entrate avente per oggetto il nuovo accertamento sintetico e il Redditest.

Considerazioni a margine: essendo il Redditest la versione «evoluta» del redditometro potrebbe anche costituire un'arma a disposizione dei contribuenti alle prese con accertamenti da redditometro spiccati fino al periodo d'imposta 2008.

È dunque pronto a partire il nuovo accertamento sintetico. All'inizio verranno selezionate soltanto le posizioni che evidenziano maggiori scostamenti fra l'ammontare delle spese sostenute appartenenti al paniere di oltre 100 voci di spesa dalle famiglie italiane e il livello dei redditi complessivi netti. Poi, nell'immediato futuro, grazie anche alle implementazioni informative che giungeranno all'Agenzia delle entrate dal doppio contraddittorio preventivo e obbligatorio introdotto nell'accertamento sintetico dal dl 78/2010, lo strumento verrà affinato e potrà essere utilizzato anche per intercettare i minori scostamenti.

Nel frattempo i contribuenti potranno verificare la tenuta del loro reddito complessivo netto familiare con le spese sostenute, grazie alla versione definitiva dell'applicativo Redditest disponibile da ieri sul sito delle entrate.

Per l'ufficialità dell'operazione manca come accennato sopra soltanto un tassello normativo: il decreto del ministero dell'economia e delle finanze previsto espressamente dal quinto comma dell'articolo 38 del dpr 600/73 nella versione novellata dal già citato dl 78/2010.

Tale decreto, ha ricordato ieri il direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera, durante la conferenza stampa, recepirà in buona sostanza tutte le voci di spesa e le variabili di stima che vengono utilizzate per i calcoli del nuovo Redditest.

Tutto pronto dunque per l'inizio della campagna di accertamenti basati sul nuovo redditometro che debutterà con il controllo delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nell'anno 2010 riferite al periodo d'imposta 2009. Nonostante ciò, ha precisato Befera, i contribuenti non devono temere alcunché dall'utilizzo retroattivo del nuovo strumento che, seppure diffuso e ufficializzato soltanto oggi, verrà utilizzato per gli accertamenti a partire dal periodo d'imposta 2009. Lo strumento, ha proseguito Befera, si basa sulle spese realmente sostenute dai nuclei familiari italiani senza che sulle stesse venga effettuata alcuna ponderazione. Le uniche variabili di tipo statistico riguarderanno infatti soltanto la stima della spesa media corrente risultante dall'indagine annuale Istat sui consumi delle famiglie italiane e servirà a stimare quelle spese relative, per esempio, ad alimenti, abbigliamento, calzature ecc., non contenute nelle banche dati dell'anagrafe tributaria.

In questo senso, ha continuato Befera, è inutile pensare di istituire una vera e propria contabilità familiare perché per questi tipi di spesa si farà riferimento ai valori medi Istat dei consumi delle famiglie.

Il timore connesso all'uso retroattivo del nuovo strumento deve essere inoltre fugato dalla presenza di specifiche garanzie per il contribuente rappresentate dal doppio contraddittorio preventivo.

L'obbligo di dialogo dell'Agenzia delle entrate in materia di nuovo accertamento sintetico si comporrà infatti di due distinte fasi: una preventiva e una successiva all'emissione dell'accertamento.

Nella fase preventiva l'ufficio chiederà al contribuente di fornire chiarimenti in ordine allo scostamento evidenziato al preciso fine di integrare i dati già in possesso del fisco in relazione ai redditi e alle spese sostenute. È in questa specifica fase che il contribuente potrà giustificare tale scostamento con la presenza di redditi non assoggettati a tassazione, soggetti a ritenuta alla fonte, contributo di familiari o di terzi al finanziamento delle spese ecc.

Ovvio che essendo il redditometro basato su di una presunzione relativa ogni prova offerta dal contribuente dovrà essere necessariamente di tipo documentale. Pertanto, se è vero che non si potranno portare le ricevute del salumiere o del panettiere come dice Befera, è evidente che sulle spese di maggior consistenza (viaggi, scuole private ecc.) occorrerà comunque conservare le ricevute o le tracce bancarie dei pagamenti effettuati.

Il secondo contraddittorio potrà invece avvenire in sede di accertamento con adesione e potrà essere espressamente finalizzato a ricostruire il reddito complessivo del nucleo familiare nell'ottica di una definizione dello stesso.

Quanto alla platea dei potenziali soggetti selezionabili in ottica nuovo accertamento sintetico i dati diffusi ieri dalle entrate testimoniano la presenza di un numero elevato di nuclei familiari italiani che a fronte di rilevanti e ricorrenti spese sostenute dichiarano redditi modesti o pressoché nulli. I tassi di irregolarità maggiori sono riscontrabili nelle categorie dei redditi d'impresa e del lavoro autonomo, anche se non mancano fenomeni essenzialmente riconducibili a redditi da locazione omessi e a redditi in nero di lavoratori dipendenti.

vota