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Medici senza parcelle se il paziente è esente ticket

del 20/11/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Medici senza parcelle se il paziente è esente ticket
Il medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale non è tenuto a rilasciare la parcella ai pazienti esenti dal ticket; l'obbligo di parcellazione scatta solamente per i pazienti che abbiano pagato il ticket (contributo partecipativo alla spesa sanitaria), esibendolo al momento della visita.

Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza Ctr Sicilia n.129 del 5 giugno 2012, che ricostruisce l'iter da seguire per i medici convenzionati per il corretto assolvimento degli obblighi contabili e fiscali.

A origine della controversia fiscale, un avviso di accertamento emesso dalle Entrate di Messina, attraverso cui i verificatori contestavano a un dentista del messinese, convenzionato con il Ssn, la mancata parcellazione di un ingente numero di prestazioni eseguite; la ripresa traeva spunto dal confronto tra il numero di prestazioni eseguite le prestazioni effettivamente parcellate, di gran lunga inferiori alle prime. Proponeva ricorso il dentista, sostenendo, nella propria tesi difensiva, che le parcelle nei confronti di privati venivano emesse solamente per coloro i quali avessero pagato il ticket; ai soggetti esenti, invece, non avendo gli stessi pagato alcunché, non veniva rilasciato alcun documento fiscale, sebbene i compensi relativi a tali prestazioni venissero poi erogati dall'Ausl competente e sottoposti regolarmente a tassazione.

Interessanti le motivazioni della Ctr di Palermo, che ricostruiscono puntualmente gli adempimenti e fanno chiarezza sugli obblighi fiscali a carico dei medici convenzionati col servizio sanitario. I clienti del libero professionista, osserva la commissione, come quelli di tutti gli altri medici convenzionati, si suddividono in due categorie: i soggetti che pagano il ticket e quelli che, per ragioni reddituali, sono esenti dallo stesso, che risulta interamente a carico dello stesso Ssn. «Non è condivisibile quanto sostenuto nei due gradi di giudizio da parte dell'Ufficio», si legge nella sentenza, «che il libero professionista doveva egualmente emettere un documento fiscale anche a chi non aveva pagato il ticket». La documentazione relativa alle prestazioni esenti, infatti, «veniva consegnata all'Ausl, la quale poi provvedeva al pagamento» e, in seguito, venivano assolti tutti gli obblighi di natura tributaria per tali compensi. Per le prestazioni erogate in favore dei soggetti esenti dal ticket, dunque, il medico convenzionato non è tenuto a rilasciare al paziente la parcella.

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