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Professionisti: casse e sostenibilità, test superato

del 17/11/2012
di: da Napoli Ignazio Marino
Professionisti: casse e sostenibilità, test superato
Le Casse di previdenza superano lo stress test sulla sostenibilità a 50 anni. I ministeri vigilanti (lavoro, economia e in alcuni casi anche la giustizia) hanno approvato tutte le riforme presentate dagli enti dei professionisti al 30 settembre 2012 imposte dalla riforma Monti-Fornero sulle pensioni (legge 214/2011). Enpam e Cassa forense hanno già ricevuto la buona notizia e a giorni l'esito sarà comunicato anche a tutti gli altri consigli di amministrazione delle gestioni previdenziali interessate. Resta in stand by l'ok ai correttivi di Cassa ragionieri, ma solo perché arrivati oltre il termine previsto dalla legge (si veda ItaliaOggi del 13/11/2012). Lo ha anticipato Edoardo Gambacciani, direttore generale per le politiche previdenziali del ministero del lavoro, partecipando ai lavori del congresso nazionale del Notariato in corso a Napoli, aggiungendo che l'operazione di verifica sulla tenuta dei conti per un arco di cinque decenni ha avuto carattere straordinario in funzione della congiuntura negativa che sta attraversando il paese. Per il futuro si ritornerà alla sostenibilità trentennale. «I bilanci che ci sono stati presentati», ha spiegato Gambacciani, «hanno messo in luce la volontà dei vertici degli istituti previdenziali di mettere in campo delle riforme strutturali. L'analisi dei conti nel lungo periodo ha pertanto dato la possibilità di individuare anche alcune criticità di sistema come il rischio demografico. Rischio che, come spesso ha sostenuto il ministro del lavoro Elsa Fornero, potrà essere gestito solo attraverso forme di convergenza fra i vari enti». Un monito, quest'ultimo, condiviso durante la tavola rotonda sulle «novità previdenziali per i professionisti» anche da Alberto Brambilla. Per il coordinatore scientifico di Itinerari previdenziali e già sottosegretario al Lavoro, non essendo rosee le prospettive per l'economia non lo sono nemmeno quelle per la previdenza. «Quindi», ha detto, «vale la pena unire le forze». Sinergie che però, al momento, sembra difficile da poter mettere in campo. Quanto meno a livello di copertura legislativa. Se da un lato, infatti, Giuliano Cazzola (Pdl) ha ricordato come sia stato impossibile unificare almeno le casse dei ragionieri e dei dottori commercialisti, dall'altro Nedo Poli (Udc) ha confermato come il progetto di legge Damiano-Di Biagio sul super ente dei professionisti è fermo da anni perché in passato non è mai piaciuto ai vertici delle Casse. «Anche se», hanno convenuto i due parlamentari componenti della bicamerale di controllo sugli enti gestori, «su assistenza e welfare un progetto comune porterebbe solo dei vantaggi per gli iscritti». Un'idea sulla quale il confronto in casa Adepp (l'associazione degli enti di previdenza privatizzati e privati) è già aperto ma interrotto da altre questioni più urgenti. «In questi ultimi anni», ha lamentato il presidente Andrea Camporese, «siamo stati destinatari di una serie di interventi per la finanza pubblica, spending review in testa, in violazione della nostra autonomia che abbiamo dovuto contrastare. Attendiamo con fiducia la sentenza del Consiglio di stato e la relativa uscita dall'elenco Istat degli enti pubblici per sgombrare il campo dagli equivoci una volta per tutte». Sul nodo dell'autonomia è intervenuto anche Paolo Pedrazzoli, presidente della Cassa del notariato, ricordando come nei giorni scorsi il comparto ha vissuto momenti di ansia quando il ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi ha lanciato il progetto della vendita degli immobili delle casse agli inquilini pagando 150 volte il canone di locazione mensile. «Non è possibile», ha detto, «che gli enti apprendano dai giornali quello che il governo intendeva fare con il nostro patrimonio immobiliare il quale, bisogna sottolineare, è stato acquistato con i risparmi degli iscritti e non è nelle disponibilità dello stato in quanto perché a garanzia delle pensioni presenti e future degli iscritti». Da Carmen Motta, vicepresidente della Bicamerale di controllo sugli enti gestori, però, è arrivato un distinguo. Citando l'indagine della sua Commissione sulla gestione del patrimonio immobiliare, ha detto, «bisogna ammettere che in materia di investimenti ci sono state casse più virtuose di altre», riferendosi alla forte esposizione sul mercato mobiliare da parte di alcuni enti.

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