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Senz'albo, il riconoscimento è vicino

del 16/11/2012
di: di Gabriele Ventura
Senz'albo, il riconoscimento è vicino
Via libera al senato alla riforma dei senz'albo. L'aula di palazzo Madama ha infatti approvato ieri il disegno di legge n. 3270, che ora torna nuovamente alla camera, per la sua terza lettura. Scompare l'obbligo di mettere sempre in chiaro che la professione svolta non è organizzata in ordini e collegi. Mentre è stato approvato un emendamento che (al comma 5 dell'art. 1) sostituisce la parola «professione» con «servizio intellettuale», e il termine «professionista» con «prestatore del servizio». L'altro ieri, infatti, la seduta era stata sospesa proprio per trovare un accordo su questo punto, sollevato da Maurizio Sacconi (Pdl) (si veda ItaliaOggi di ieri). Ma vediamo nel dettaglio.

La legge approvata. Poche le modifiche al testo già emendato in commissione industria del senato. È stato però cancellato il comma 3 dell'art. 1 introdotto in commissione, che prevedeva l'obbligo di contraddistinguere l'attività specificando che la professione svolta non è ordinistica. Al suo posto è stato introdotto un comma che prevede invece, nei rapporti col cliente, di fare sempre «espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge».

Le reazioni. Piena soddisfazione da parte delle libere associazioni, che ora si augurano un rapido passaggio alla camera per l'approvazione definitiva della prima legge che regolamenta le professioni non ordinistiche. «Da Montecitorio ci hanno assicurato che la calendarizzazione sarà molto rapida», afferma Giorgio Berloffa, presidente di Cna Professioni, «ci tengo a sottolineare il grossissimo impegno messo in campo dalla nostra associazione». Anche Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, si augura ora «un rapido passaggio alla camera». Soddisfatta anche la relatrice, Anna Rita Fioroni (Pd), che ha espresso «grande soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge che riprende in pieno il ddl da me presentato già nel 2009. Ora non resta che il passaggio alla camera, che mi auguro avvenga prima della fine della legislatura».

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